
Nel giorno del nono anniversario della morte dell’abate Giovanni Battista Franzoni vi riporto la sua lettera al Presidente Saragat, scritta nel maggio 1970.
Lettera al Presidente della Repubblica(letta nella Basilica di San Paolo nel corso dell’omelia di domenica 31 maggio 1970 e inviata al Presidente della Repubblica in occasione della parata militare del 2 giugno)
Ill.mo Signor Presidente,nell’imminenza della festa della Repubblica desidero farLe giungere, anche a nome della Comunità monastica e della Comunità dei cattolici cui sono preposto, il mio augurio per la prosperità e la pace nella giustizia e nella libertà del popolo italiano che in Lei ravvisa il suo primo cittadino.Per offrire un modesto contributo alla costruzione di quella pace, alla quale tutti sinceramente aspiriamo, mi permetto di suggerire – e questo lo faccio a titolo personale – che la celebrazione della festa della Repubblica non si esprima più in futuro, e soprattutto a Roma, in una parata militare armata.Noi tutti sappiamo infatti che le armi costituiscono attualmente una dura necessità alla quale nessun paese può sottrarsi e non ci possiamo né ci vogliamo pronunciare sui complessi problemi della guerra e della difesa. Come cittadino, come monaco e come educatore provo però una crescente ripugnanza nel vedere ostentare le armi, apportatrici di sangue e di morte, quasi fossero veramente un vanto della nazione. A parte le più legittime e gravi considerazioni che si potrebbero fare circa l’inutile spesa, mi sembra che la funzione diseducatrice che tale ostentazione di forza violenta può esercitare nei confronti dei giovani basti a giustificare l’abolizione di una tradizione che non corrisponde più al costume pacifico e alla volontà pacificatrice del popolo italiano.Non mancheranno gli spiriti capaci che sapranno proporre cento altre forme per documentare lo sviluppo della comunità italiana nel lavoro, nel senso civico, nell’istruzione e nella promozione sociale, senza trascurare la parte che in tale sviluppo ricopre anche il nostro esercito.
Con sensi di profondo ossequio.
Roma, 31 maggio 1970
Giovanni Battista Franzoni
Abate di San Paolo fuori le mura.
