26 ottobre - La settimana de LA PORTA DI VETRO

26-10-2026 - Notizie

Care amiche e cari amici,

 

 

com’era ampiamente prevedibile, all'indomani degli scontri della scorsa settimana e alla vigilia di un ennesimo fine settimana ad alta tensione nelle piazze, il dibattito pubblico degli ultimi sette giorni si è polarizzato quasi esclusivamente sui dispositivi di ordine pubblico, lasciando in ombra le radici profonde del disagio.

 

 

Sul tema delle devastazioni urbane e delle vetrine infrante intervengono Maria Teresa Fenoglio e Alice Milano, criticando la fretta retorica con cui la politica e i media liquidano le violenze etichettando superficialmente le “seconde generazioni”. Le autrici ricordano che questi ragazzi sono nati e cresciuti nelle nostre scuole, condividendo i medesimi desideri della nostra società; per questo, quando il corpo potente di un adolescente rimane “privo di parola”, finirà inevitabilmente per trasformarsi in “una miccia accesa”.

 

La vera falla risiede così nel progressivo disinvestimento sociale su scuola ed educazione territoriale, nell'assenza diffusa di adulti e istituzioni credibili capaci di esercitare la “funzione paterna”, ovvero quella di porre limiti chiari e integrare il desiderio con la responsabilità.

 

A questa fragilità, tuttavia, lo Stato risponde schierando le armi della repressione e dell'emergenza, come dimostra l'invio di cinquecento paracadutisti della Folgore per presidiare le strade di Milano.

 

 

Una scelta su cui sono calate le osservazioni di Michele Corrado, il quale ricorda che l'impiego continuativo dell'Esercito nell'operazione Strade Sicure nei fatti riveli ormai un'insufficienza numerica o di coordinamento delle forze di polizia tradizionali. Corrado sottolinea che destinare reparti ad alta prontezza e specializzazione bellica alla vigilanza urbana è un sotto-impiego, dannoso per il morale delle truppe e per le casse pubbliche, definendolo “come andare a fare la spesa con una vettura di Formula 1: sicuramente possibile, ma non molto intelligente.

 

 

Una critica condivisa anche da Giuseppe Misuraca, secondo cui "appare sproporzionato ricorrere all’esercito, in tempo di pace, quando l’ordine pubblico è costituzionalmente garantito dalle forze dell’ordine, da Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia Locale".

Di parere opposto, invece, è Antonio Nicolosi, segretario generale dell'UNARMA, secondo cui "se si chiede allo Stato di garantire più sicurezza, bisogna anche discutere con concretezza gli strumenti con cui intende farlo". E allora, secondo Nicolosi, "interrogarsi sulle scelte del Governo è legittimo, ma trasformare ogni decisione in un sospetto politico non aiuta a capire se quella scelta sia efficace o meno".

 

Sul ruolo democratico di chi indossa la divisa si innesta infine l'articolata riflessione di Nicola Rossiello, segretario del sindacato di polizia SILP CGIL Piemonte.

 

Prendendo le mosse dalle proteste francesi e dal rifiuto della polizia di ridursi a guardia pretoriana del potere, Rossiello rivendica la svolta storica della legge 121 del 1981, che smilitarizzò la Polizia di Stato introducendo la sindacalizzazione e riaffermando che le forze dell'ordine appartengono allo stesso popolo che servono. Per Rossiello, il monopolio della forza è un prestito condizionato della sovranità popolare e chi veste la divisa deve primariamente tutelare il diritto di manifestazione garantito dalla Costituzione, ricordando che “la libertà sta sotto la legge” e che gli ufficiali rispondono sempre dell'illegittimità degli ordini eseguiti.

 

Nel mezzo di questo dibattito, rimane evidente che qualcosa continui a non funzionare, se osserviamo quanto successo nelle piazze di molte città italiane lo scorso sabato. Ed è purtroppo lecito attendersi scene simili tra pochi giorni, in occasione dello sciopero dichiarato per il prossimo venerdì 30 ottobre.

 

 

 

Prima di salutarvi, approfittiamo di questa edizione della newsletter per ricordarvi che oggi, lunedì 26 ottobre, prende il via alle 17.15, negli spazi di SocialFare a Torino (Via Maria Vittoria 38) il nuovo ciclo di incontri promosso da "La Porta di Vetro" sull'Intelligenza Artificiale, appuntamento che si riproporrà il 9, 16 e 23 di novembre, e il 14 dicembre.

Vi aspettiamo dunque per questa serie di riunioni seminariali pensati per coinvolgere direttamente i cittadini nell'analisi dell'impatto dell'Intelligenza Artificiale sui sistemi sociali, l'economia, la giustizia e la filiera della difesa.

 

Buone letture e a presto

La Porta di Vetro

 

 

Dietro le vetrine infrante, anche la fragilità del mondo adulto

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