L'arcivescovo Fernandez

23-10-2015 - Notizie

L'arcivescovo Fernandez: "Questa è la strategia dell'Apocalisse, per fermare il Papa provano a screditarlo"

Il presule argentino più vicino a Bergoglio: "Vogliono farlo apparire debole"

di PAOLO RODARI     la Repubblica  22 ottobre 2015

 
 
 

 

CITTÀ DEL VATICANO. Non ama i giri di parole, monsignor Victor Manuel Fernandez, ospite a Santa Marta per partecipare in questi giorni al Sinodo dei vescovi sulla famiglia. E forse è anche per questo che ha un rapporto di amicizia speciale col Papa: rettore della Pontificia Università Cattolica Argentina, è una delle prime nomine di Jorge Mario Bergoglio che lo ha elevato due mesi dopo l'elezione al soglio di Pietro alla dignità di arcivescovo. Nel 2007, alla conferenza dei vescovi latino americani ad Aparecida, fu Fernández ad aiutarlo a stendere quel documento finale che sancì l'idea di Chiesa propria del futuro Papa.

Monsignore, cosa pensa della notizia che è circolata sulla salute di Papa Francesco?
"C'è poco da dire. Se non che sembra una sorta di strategia "apocalittica", presente anche nella Sacra Scrittura e, dunque, in uso da più parti fin dai tempi antichi".

Di quale strategia parla esattamente?
"Quella di screditare chi ha il potere, parlare male di lui, diffondere su di lui notizie incredibilmente false, in modo che più persone inizino a pensare che occorra assolutamente arrivare a un ricambio, arrivare ad altro, insomma che la stessa persona diffamata sia debole, alla fine della sua parabola, che non ce la faccia più ad andare avanti. Ma il gioco è noto, e anche per questo motivo non credo che Francesco si farà impressionare".

Dunque, per lei si tratta di un qualcosa di studiato ad arte?
"Non trovo altra spiegazione. È una notizia fatta uscire con cattive intenzioni, perché parlare in questo modo di qualcuno indica la precisa volontà di destabilizzarlo".

Si è fatto un'idea di chi avrebbe agito in questo modo?
"Questo non lo so assolutamente dire. E non credo sia facile scoprirlo".

Pensa che Francesco abbia dei nemici?
"Ritengo che vi siano coloro a cui questo pontificato non va a genio. Pensiamo al recente successo del viaggio apostolico del Papa a Cuba e negli Stati Uniti. C'era chi ipotizzava che il viaggio avrebbe evidenziato le distanze fra il magistero di Francesco e parte del mondo americano. Così non è stato. Forse questo successo ha dato fastidio. Forse è un successo che preoccupa qualcuno. E questo qualcuno, immancabilmente, non può fare altro che cercare di indebolire la figura del Papa, la sua persona. Ripeto, mi pare una vecchia strategia oramai neanche troppo originale".

Il tutto però viene amplificato dai media.
"Chi dà spazio a certe notizie dovrebbe pensarci bene. Perché qui si tratta di amplificare cose pazzesche e diffuse con cattiva intenzione. Giornali e tv dovrebbero essere più attenti e meno ingenui".

Al Sinodo queste notizie come arrivano? I lavori vengono influenzati?
"Devo dire che per fortuna il Sinodo procede con molta pace, amicizia e dialogo fra tutti. Davvero la rappresentazione esterna che spesso si è data e si dà non corrisponde a ciò che internamente stiamo vivendo. Certo, che vi sia qualcuno che dice e pensa cose differenti dentro il Sinodo è evidente. Ma le diverse sensibilità non significano per forza divisioni o chissà quali attriti".