Preghiere poesie

MI PRESENTO: SONO IL SILENZIO

MI PRESENTO: SONO IL SILENZIO

Per favore. Lasciatemi, una volta tanto, prendere la parola.
Lo so che è paradossale che il silenzio parli. E’ contrario al mio carattere schivo e riservato.
Però sento il dovere di parlare: voi uomini non mi conoscete abbastanza!
Ecco, quindi, qualcosa di me.
Intanto le mie origini sono assolutamente nobili.
Prima che il mondo fosse, tutto era silenzio. Non un silenzio vuoto, no, ma traboccante.
Così traboccante che una parola sola detta dentro di me ha fatto tutto!
Poi, però, ho dovuto fare i conti con una lama invisibile che mi taglia dentro: il rumore!
Ebbene lasciate che ve lo dica subito: non immaginate cosa perdete ferendomi! Il baccano non vi dà mai una mano!
Io, invece, sì.
Io sono un’officina nella quale si fabbricano le idee più profonde, dove si costruiscono le parole che fanno succedere qualcosa.
Io sono come l’uovo del cardellino: la custodia del cantare e del volare. Simpatico, no?
Io segno i momenti più belli della vita: quello dei nove mesi, quello delle coccole, quello dello sguardo degli innamorati…
Segno anche i momenti più seri: i momenti del dolore, della sofferenza, della morte.
No, non mi sto elogiando, ma dicendo la pura verità.
Io mi inerpico sulle vette ove nidificano le aquile. Io scendo negli abissi degli oceani. Io vado a contare le stelle…
Io vi regalo momenti di pace, di stupore, di meraviglia.
Io sono il sentiero che conduce al paese dell’anima. Sono il trampolino di lancio della preghiera. Sono, addirittura, il recinto di Dio!
Ecco qualcosa di me.
Scusatemi se ho interrotto i vostri rumori e le vostre chiacchiere.
Prima di lasciarci, però, permettete che riassuma tutto in sole quattro parole:
Custoditemi e sarete custoditi!
Proteggetemi e sarete protetti!

 

Dal vostro primo alleato
Il Silenzio

                                                                 (Pino Pellegrino)

SCUSATE

 SCUSATE

Scusate se siamo fuggiti

dalle guerre che voi nutrite

con le vostre stesse armi.

Scusate se ci siamo avvelenati

con i rifiuti tossici sotterrati

dalle vostre potenti industrie.

Scusate se avete dissanguato

la nostra terra, deprivandoci

di ogni possibile risorsa.

Scusate la nostra povertà

figlia della vostra ricchezza

dei vostri neo colonialismi.

Scusate se veniamo massacrati

e disturbiamo le vostre vacanze

col nostro sangue invisibile.

Scusate se occupiamo

coi nostri sudici corpi

i vostri centri di detenzione.

Scusate se ci spezziamo la schiena

nei vostri campi di pomodoro

schiavi senza alcun diritto.

Scusate se viviamo nelle

vostre baracche di lamiera

ammucchiati come bestie.

Scusate per la nostra presenza

che causa ogni vostra crisi

e non vi fa vivere bene.

Scusate se le vostre leggi

non sono abbastanza severe

e molti di voi vorrebbero la forca.

Scusate se esistiamo

se respiriamo, se mangiamo

persino se osiamo sognare.

Scusate

se non siamo morti in mare

e se invece lo siamo,

scusate ancora

l’impudenza

d’avervelo fatto sapere.

                                                      Marco Cinque (Qualevita febbraio 2018)

Preghiera per il nuovo anno

 Bellissima preghiera per il nuovo anno scritta da un contadino sudamericano.

Signore,
alla fine di questo anno voglio ringraziarti
per tutto quello che ho ricevuto da te,
grazie per la vita e l’amore,
per i fiori, l’aria e il sole,
per l’allegria e il dolore,
per quello che è stato possibile
e per quello che non ha potuto esserlo.

Ti regalo quanto ho fatto quest’anno:
il lavoro che ho potuto compiere,
le cose che sono passate per le mie mani
e quello che con queste ho potuto costruire.

Ti offro le persone che ho sempre amato,
le nuove amicizie, quelli a me più vicini,
quelli che sono più lontani,
quelli che se ne sono andati,
quelli che mi hanno chiesto una mano
e quelli che ho potuto aiutare,
quelli con cui ho condiviso la vita,
il lavoro, il dolore e l’allegria.

Oggi, Signore, voglio anche chiedere perdono
per il tempo sprecato, per i soldi spesi male,
per le parole inutili e per l’amore disprezzato,
perdono per le opere vuote,
per il lavoro mal fatto,
per il vivere senza entusiasmo
e per la preghiera sempre rimandata,
per tutte le mie dimenticanze e i miei silenzi,
semplicemente… ti chiedo perdono.

Signore Dio, Signore del tempo e dell’eternità,
tuo è l’oggi e il domani, il passato e il futuro, e, all’inizio di un nuovo anno,
io fermo la mia vita davanti al calendario
ancora da inaugurare
e ti offro quei giorni che solo tu sai se arriverò a vivere.

Oggi ti chiedo per me e per i miei la pace e l’allegria,
la forza e la prudenza,
la carità e la saggezza.

Voglio vivere ogni giorno con ottimismo e bontà,
chiudi le mie orecchie a ogni falsità,
le mie labbra alle parole bugiarde ed egoiste
o in grado di ferire,
apri invece il mio essere a tutto quello che è buono,
così che il mio spirito si riempia solo di benedizioni
e le sparga a ogni mio passo.

Riempimi di bontà e allegria
perché quelli che convivono con me
trovino nella mia vita un po’ di te.

Signore, dammi un anno felice
e insegnami e diffondere felicità.

Nel nome di Gesù, amen.

                                                                         (Arley Tuberqui)

 

NATALE 2017

                                           SI DICE CHE

Si dice che Tu ci parli.
Ma non ho mai udito la tua voce.
Le sole voci che odo sono delle voci amiche.
che mi rivolgono parole preziose...

Preghiera dell’emigrante

Salmo 60,1-6: Preghiera dell’emigrante      (traduzione don Sergio Carrarini)
Mi prostro fino a terra riverente,
ti adoro e ti prego, grande Allah,
creatore e luce dell'umanità
che sorridi i tuoi raggi sul mondo
e lo guidi come faro nella notte.

Ti invoco, Signore, nel tumulto
delle opulente città dell'Europa
nascondendomi in qualche giardino,
nei parchi iniettati di siringhe
o nelle buie e vuote chiese dei cristiani.

Sono un giovane emigrante africano
e il mio cuore è nero d'angoscia
come la mia pelle e i miei capelli,
come il lavoro che mi offrono
e i loro sguardi venati di razzismo.

Sto perdendo, o Allah, la fiducia
di arrivare un giorno a raccogliere
le briciole o i tozzi di pane
che cadono in abbondanza dalle mense
degli epuloni del ventunesimo secolo.

Ancor oggi, Signore, essi curano
più i cani, i gatti, i guardaroba
che gli affamati lazzari neri
sbarcati clandestinamente nei porti
con i carghi di merci espropriate.

Solo in te è la mia fiducia, o Allah!
Per me tu sei più grande e potente
di tutte le potenze occidentali
e del loro Dio che non amano e non pregano.
Nelle tue mani affido il mio futuro!

Anche se molte porte mi si chiudono,
anche se la paura e il disprezzo
mi accompagnano come ombre maledette,
certamente incontrerò delle persone
che hanno abbattuto nel cuore le frontiere.

Io credo che tu sei forza e speranza,
rifugio e protezione potente
per chi si affida alla tua volontà
e cammina nella via della fede
ben oltre le speranze deluse.

 

Salmo 60,7-9: Voti e suppliche di un Africano    
Nel momento di iniziare il mio viaggio
faccio voto di mantenermi fedele
alla fede e alle tradizioni del mio popolo
anche in mezzo alle nazioni d'Occidente
che praticano una religione ateista.

La fede e la solidarietà tra fratelli,
il valore incommensurabile della vita
nel dono dell'amore e dei figli,
nel rispetto della terra che è madre,
sono ricchezze che non voglio smarrire.

Questi doni mi vengono da te
attraverso l'eredità dei miei padri
ma forte è la tentazione di svenderli
per un pezzo di pane ed un letto,
per un’integrazione di pura facciata.
                  
Da questa terra d'esilio e sofferenza,
da questa terra d’illusioni e speranze,
da questa terra ricca e indifferente
ti prego per la mia famiglia e il mio popolo
e per la grande Africa martoriata.

Proteggi, o Allah, i suoi governanti,
le sue guide spirituali e i suoi profeti,
i villaggi e le tribù delle savane,
le carovane e i nomadi del deserto,
gli abitanti delle bidonville cittadine.

E soprattutto proteggi i suoi figli
dispersi tra i popoli della terra
a mendicare un diritto negato.
Apri loro il cuore e le case
dei credenti che vivono in ogni popolo.

Così tornerà il sorriso sulle labbra
con i canti e le danze d'ogni ritmo
in una nuova Pentecoste delle razze.
Anche l'Occidente quel giorno imparerà
a pregare e a rispettare la vita.

Preghiamo:
Ancora una volta, Signore - come infinite altre volte nella storia dell’umanità - è in atto una grande migrazione di popoli verso le terre del lavoro e della ricchezza, verso le terre dell’abbondanza e dello spreco, verso i centri del potere e del progresso. Ogni esodo parte sempre da una terra di miseria o di schiavitù, e si dirige verso una terra promessa di benessere e dignità, ma che spesso diventa terra di nuova miseria e sfruttamento. Aiuta, Signore, tutti i credenti a trasformare le terre d’esilio in comunità di accoglienza e di dialogo, e la Babele delle razze e delle rivendicazioni nella Pentecoste delle lingue e della fraternità. Amen.

Preghiera laica

Preghiera laica

 

Mare nostro che non sei nei cieli

e abbracci i confini dell’isola e del mondo

sia benedetto il tuo sale

e sia benedetto il tuo fondale

accogli le gremite imbarcazioni

senza una strada sopra le tue onde

pescatori usciti nella notte

le loro reti tra le tue creature

che tornano al mattino

con la pesca dei naufraghi salvati

 

Mare nostro che non sei nei cieli

all’alba sei colore del frumento

al tramonto dell’uva di vendemmia,

Che abbiamo seminato di annegati

più di qualunque età delle tempeste

tu sei più giusto della terra ferma

pure quando sollevi onde a muraglia

poi le riabbassi a tappeto

custodisci le vite, le visite cadute

come foglie sul viale

fai da autunno per loro

da carezza, da abbraccio, da bacio in fronte

di padre e di madre prima di partire

 

Erri De Luca

 

Padre nostro,
Tu che sei Padre e Madre per noi,
fa che tutti ti riconoscano come Dio
e il tuo regno venga
con il nostro impegno
di comunione nell'amore.
Dacci oggi di condividere il pane necessario,
perdona le nostre offese
come noi perdoniamo chi ci ha offesi,
fa che trasformiamo in positivo le tentazioni
e ci liberiamo da ogni male.

 

Preghiera per le Vacanze

Preghiera per le Vacanze

Ti ringrazio, o Dio, per le ferie estive
che anche quest’anno mi dai la gioia di usufruire!
Sono un tempo salutare per me
e per quanti hanno la possibilità di farle.
In questi giorni di totale distensione,
o Dio, mi sia di conforto la tua Parola.

In questo tempo di riposo,
desidero essere libero
di pregare, di pensare e di agire
al di fuori di orari tassativi,
lontano dal caos cittadino,
immerso nella bellezza del creato. 

Grazie, Signore,
per tutto ciò che hai fatto di bello e di buono.
Grazie del riposo
che ci concedi in questi giorni!

 

Rendi sereno il nostro soggiorno:
porta la pace nel cuore
di quanti operano in questo campo.
Proteggi quanti per via, per mare e nei cieli
si muovono in cerca di refrigerio!
Amen.

 

www.editriceshalom.it

Invocazione allo Spirito Santo

Il mondo ha bisogno di uomini e donne non chiusi, ma ricolmi di Spirito Santo. La chiusura allo Spirito Santo è non soltanto mancanza di libertà, ma anche peccato. Ci sono tanti modi di chiudersi allo Spirito Santo: nell’egoismo del proprio vantaggio, nel legalismo rigido – come l’atteggiamento dei dottori della legge che Gesù chiama ipocriti –, nella mancanza di memoria per ciò che Gesù ha insegnato, nel vivere la vita cristiana non come servizio ma come interesse personale, e così via. Invece, il mondo ha bisogno del coraggio, della speranza, della fede e della perseveranza dei discepoli di Cristo. Il mondo ha bisogno dei frutti, dei doni dello Spirito Santo, come elenca san Paolo: «amore, gioia, pace, magnanimità, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé» (Gal 5,22). Il dono dello Spirito Santo è stato elargito in abbondanza alla Chiesa e a ciascuno di noi, perché possiamo vivere con fede genuina e carità operosa, perché possiamo diffondere i semi della riconciliazione e della pace. Rafforzati dallo Spirito - che guida, ci guida alla verità, che rinnova noi e tutta la terra, e che ci dona i frutti - rafforzati nello Spirito e da questi molteplici doni, diventiamo capaci di lottare senza compromessi contro il peccato, di lottare senza compromessi contro la corruzione, che si allarga sempre più nel mondo di giorno in giorno, e di dedicarci con paziente perseveranza alle opere della giustizia e della pace.

 

Papa Francesco

Invocazione allo Spirito Santo

Vieni, Santo Spirito,
manda a noi dal cielo
un raggio della tua luce.

Vieni, padre dei poveri,
vieni, datore dei doni,
vieni, luce dei cuori.

Consolatore perfetto,
ospite dolce dell'anima,
dolcissimo sollievo.

Nella fatica, riposo,
nella calura, riparo,
nel pianto, conforto.

O luce beatissima,
invadi nell'intimo
il cuore dei tuoi fedeli.

Senza la tua forza,
nulla è nell'uomo,
nulla senza colpa.

Lava ciò che è sordido,
bagna ciò che è arido,
sana ciò che sanguina.

Piega ciò che è rigido,
scalda ciò che è gelido,
drizza ciò ch'è sviato.

Dona ai tuoi fedeli 
che solo in te confidano
i tuoi santi doni.

Dona virtù e premio,
dona morte santa, dona gioia eterna.

PREGHIERA ALLA MADONNA

PREGHIERA  ALLA MADONNA  di papa Francesco in  “Evangelii  Gaudium”

Vergine e Madre Maria,
tu che, mossa dallo Spirito,
hai accolto il Verbo della vita
nella profondità della tua umile fede,
totalmente donata all’Eterno,
aiutaci a dire il nostro “sì”
nell’urgenza, più imperiosa che mai,
di far risuonare la Buona Notizia di Gesù.

Tu, ricolma della presenza di Cristo,
hai portato la gioia a Giovanni il Battista,
facendolo esultare nel seno di sua madre.
Tu, trasalendo di giubilo,
hai cantato le meraviglie del Signore.
Tu, che rimanesti ferma davanti alla Croce
con una fede incrollabile,
e ricevesti la gioiosa consolazione della risurrezione,
hai radunato i discepoli nell’attesa dello Spirito
perché nascesse la Chiesa evangelizzatrice.

Ottienici ora un nuovo ardore di risorti
per portare a tutti il Vangelo della vita
che vince la morte.
Dacci la santa audacia di cercare nuove strade
perché giunga a tutti
il dono della bellezza che non si spegne.

Tu, Vergine dell’ascolto e della contemplazione,
madre dell’amore, sposa delle nozze eterne,
intercedi per la Chiesa, della quale sei l’icona purissima,
perché mai si rinchiuda e mai si fermi
nella sua passione per instaurare il Regno.

Stella della nuova evangelizzazione,
aiutaci a risplendere nella testimonianza della comunione,
del servizio, della fede ardente e generosa,
della giustizia e dell’amore verso i poveri,
perché la gioia del Vangelo
giunga sino ai confini della terra
e nessuna periferia sia priva della sua luce.

Madre del Vangelo vivente,
sorgente di gioia per i piccoli,
prega per noi.
Amen. Alleluia.

 

NODI TELOGICI DEL DIALOGO ECUMENICO / 1

 

 

 

 

 

 

 

CATTOLICI E PROESTANTI A 500 ANNI DALLA RIFORMA

 

Abbiamo tutti imparato, negli ultimi decenni del secolo scorso, che il pensare teologico è contestuale. Poiché ciò è comunque vero, tanto vale prenderne coscienza e includere il contesto nella propria riflessione. Per il protestantesimo italiano, certo, l'ambito ecumenico è sempre stato spontaneamente contestuale: la piccola minoranza, il ruolo del cattolicesimo nella società italiana, la difficile eredità storica...

PECCATO NON E ROMPERE UNA NORMA MA NON AMARE

Intervista al nuovo superiore dei Gesuiti padre Arturo Sosa

Luna piena su Castel sant’Angelo, cupolone illuminato. La foto di rito per il generale dei gesuiti è sul terrazzo che domina piazza san Pietro. Serata gelida, il 30mo successore di sant’Ignazio è ospite cordiale e non si sottrae a “sforare” l’ora ritagliata tra mille impegni. Eletto il 14 ottobre, padre Arturo Sosa è nato in Venezuela il 12 novembre del ’48. Il 24 dello stesso mese un colpo di stato depose il primo presidente scelto democraticamente. Il padre di Sosa, economista e avvocato, contribuì a ricostruire il paese