Preghiere poesie

Invocazione allo Spirito Santo

Il mondo ha bisogno di uomini e donne non chiusi, ma ricolmi di Spirito Santo. La chiusura allo Spirito Santo è non soltanto mancanza di libertà, ma anche peccato. Ci sono tanti modi di chiudersi allo Spirito Santo: nell’egoismo del proprio vantaggio, nel legalismo rigido – come l’atteggiamento dei dottori della legge che Gesù chiama ipocriti –, nella mancanza di memoria per ciò che Gesù ha insegnato, nel vivere la vita cristiana non come servizio ma come interesse personale, e così via. Invece, il mondo ha bisogno del coraggio, della speranza, della fede e della perseveranza dei discepoli di Cristo. Il mondo ha bisogno dei frutti, dei doni dello Spirito Santo, come elenca san Paolo: «amore, gioia, pace, magnanimità, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé» (Gal 5,22). Il dono dello Spirito Santo è stato elargito in abbondanza alla Chiesa e a ciascuno di noi, perché possiamo vivere con fede genuina e carità operosa, perché possiamo diffondere i semi della riconciliazione e della pace. Rafforzati dallo Spirito - che guida, ci guida alla verità, che rinnova noi e tutta la terra, e che ci dona i frutti - rafforzati nello Spirito e da questi molteplici doni, diventiamo capaci di lottare senza compromessi contro il peccato, di lottare senza compromessi contro la corruzione, che si allarga sempre più nel mondo di giorno in giorno, e di dedicarci con paziente perseveranza alle opere della giustizia e della pace.

 

Papa Francesco

Invocazione allo Spirito Santo

Vieni, Santo Spirito,
manda a noi dal cielo
un raggio della tua luce.

Vieni, padre dei poveri,
vieni, datore dei doni,
vieni, luce dei cuori.

Consolatore perfetto,
ospite dolce dell'anima,
dolcissimo sollievo.

Nella fatica, riposo,
nella calura, riparo,
nel pianto, conforto.

O luce beatissima,
invadi nell'intimo
il cuore dei tuoi fedeli.

Senza la tua forza,
nulla è nell'uomo,
nulla senza colpa.

Lava ciò che è sordido,
bagna ciò che è arido,
sana ciò che sanguina.

Piega ciò che è rigido,
scalda ciò che è gelido,
drizza ciò ch'è sviato.

Dona ai tuoi fedeli 
che solo in te confidano
i tuoi santi doni.

Dona virtù e premio,
dona morte santa, dona gioia eterna.

PREGHIERA ALLA MADONNA

PREGHIERA  ALLA MADONNA  di papa Francesco in  “Evangelii  Gaudium”

Vergine e Madre Maria,
tu che, mossa dallo Spirito,
hai accolto il Verbo della vita
nella profondità della tua umile fede,
totalmente donata all’Eterno,
aiutaci a dire il nostro “sì”
nell’urgenza, più imperiosa che mai,
di far risuonare la Buona Notizia di Gesù.

Tu, ricolma della presenza di Cristo,
hai portato la gioia a Giovanni il Battista,
facendolo esultare nel seno di sua madre.
Tu, trasalendo di giubilo,
hai cantato le meraviglie del Signore.
Tu, che rimanesti ferma davanti alla Croce
con una fede incrollabile,
e ricevesti la gioiosa consolazione della risurrezione,
hai radunato i discepoli nell’attesa dello Spirito
perché nascesse la Chiesa evangelizzatrice.

Ottienici ora un nuovo ardore di risorti
per portare a tutti il Vangelo della vita
che vince la morte.
Dacci la santa audacia di cercare nuove strade
perché giunga a tutti
il dono della bellezza che non si spegne.

Tu, Vergine dell’ascolto e della contemplazione,
madre dell’amore, sposa delle nozze eterne,
intercedi per la Chiesa, della quale sei l’icona purissima,
perché mai si rinchiuda e mai si fermi
nella sua passione per instaurare il Regno.

Stella della nuova evangelizzazione,
aiutaci a risplendere nella testimonianza della comunione,
del servizio, della fede ardente e generosa,
della giustizia e dell’amore verso i poveri,
perché la gioia del Vangelo
giunga sino ai confini della terra
e nessuna periferia sia priva della sua luce.

Madre del Vangelo vivente,
sorgente di gioia per i piccoli,
prega per noi.
Amen. Alleluia.

 

NODI TELOGICI DEL DIALOGO ECUMENICO / 1

 

 

 

 

 

 

 

CATTOLICI E PROESTANTI A 500 ANNI DALLA RIFORMA

 

Abbiamo tutti imparato, negli ultimi decenni del secolo scorso, che il pensare teologico è contestuale. Poiché ciò è comunque vero, tanto vale prenderne coscienza e includere il contesto nella propria riflessione. Per il protestantesimo italiano, certo, l'ambito ecumenico è sempre stato spontaneamente contestuale: la piccola minoranza, il ruolo del cattolicesimo nella società italiana, la difficile eredità storica...

PECCATO NON E ROMPERE UNA NORMA MA NON AMARE

Intervista al nuovo superiore dei Gesuiti padre Arturo Sosa

Luna piena su Castel sant’Angelo, cupolone illuminato. La foto di rito per il generale dei gesuiti è sul terrazzo che domina piazza san Pietro. Serata gelida, il 30mo successore di sant’Ignazio è ospite cordiale e non si sottrae a “sforare” l’ora ritagliata tra mille impegni. Eletto il 14 ottobre, padre Arturo Sosa è nato in Venezuela il 12 novembre del ’48. Il 24 dello stesso mese un colpo di stato depose il primo presidente scelto democraticamente. Il padre di Sosa, economista e avvocato, contribuì a ricostruire il paese

Preghiera di un Ebreo per i bambini di Gaza

In questi mesi di conflitto, la preghiera per i popoli del Medio Oriente, per tutti coloro che cercano una pace giusta e duratura in quella regione, è diventata sempre più intensa a Taizé. E questo ancor più perché parecchi palestinesi hanno recentemente partecipato agli incontri sulla collina, tra cui tre bambini i cui nonni vivono a Gaza.

Allora, pubblichiamo di nuovo una preghiera, apparsa nel 2009 sulle pagine del giornale Haaretz, sulla quale un amico della comunità, il Rabbino Levi Weiman-Kelman, di Kol Ha Neshama, Gerusalemme, aveva richiamato la nostra attenzione.

Se c’è mai stato un momento per pregare, esso è ora.

Se c’è mai stato un luogo abbandonato, esso è Gaza.

Signore, creatore di tutti i bambini, ascolta la nostra preghiera in questo giorno maledetto. Dio, che noi chiamiamo Benedetto, rivolgi il tuo sguardo verso di loro, i bambini di Gaza, affinché possano conoscere le tue benedizioni e la tua protezione, che possano conoscere la luce ed il calore dove ora non ci sono che tenebre e fumo, ed un freddo che avvizzisce e dilania la pelle.

Onnipotente, tu che fai eccezioni che noi chiamiamo miracoli, fai un’eccezione per i bambini di Gaza. Proteggili da noi e dai loro. Risparmiali. Guariscili. Lasciali vivere in tutta sicurezza. Liberali dalla fame e dall’orrore, dalla furia e dal dolore. Liberali da noi e dai loro.

Dona loro di ritrovare la loro infanzia rubata e il loro diritto di nascere, che è una anticipazione del Paradiso.

Ravviva nella nostra memoria, o Signore, le sorti del bambino Ismaele, padre di tutti i bambini di Gaza. Come il bambino Ismaele era senz’acqua, lasciato a morire nel deserto di Beer-Sheba, così spogliato di ogni speranza che sua madre non poteva sopportare di vedere la sua vita perdersi nella sabbia.

Sii quel Signore, il Dio del nostro consanguineo Ismaele, che ha udito il suo grido e ha inviato un suo angelo per consolare sua madre Hagar.

Sii quel Signore, tu che rimanesti con Ismaele quel giorno e per tutti i giorni successivi. Sii quel Dio di ogni misericordia, che ha aperto gli occhi di Hagar in quel giorno e le ha mostrato il pozzo affinché ella potesse dare da bere al piccolo Ismaele e salvargli la vita.

Allah, che noi chiamiamo Elohim, tu che doni la vita, che conosci il valore e la fragilità di ogni vita, invia i tuoi angeli a questi bambini. Salvali, i bambini di quel posto, Gaza la più bella, Gaza la dannata.

In questo giorno in cui l’ansia, la collera e il lutto che viene chiamato guerra afferra i nostri cuori e li copre di cicatrici, invocandoti, Signore, il cui nome è pace:
Benedici quei bambini e proteggili dal male.

Volgi lo sguardo verso di loro, Signore. Mostra loro, come se fosse per la prima volta, la luce e la bontà, e la tua benevolenza travolgente.

Guardali, Signore. Permetti loro di vedere il tuo volto.

E, come se fosse per la prima volta, dona loro la pace.

Bradley Burston, del quotidiano Haaretz

 

 

Il dono dell'unità

 

 

«L’unità non è il frutto
dei nostri sforzi umani
o il prodotto costruito
da diplomazie ecclesiastiche,
ma è un dono che viene dall’alto.
Noi uomini non siamo in grado
di fare l’unità da soli,
né possiamo deciderne
le forme e i tempi.
Nostro compito è quello
di accogliere questo dono
e di renderlo visibile a tutti.
L’unità, prima che traguardo,
è cammino,
con le sue tabelle di marcia
e i suoi ritmi,
i suoi rallentamenti
e le sue accelerazioni,
e anche le sue soste».

 

Papa Francesco ai partecipanti alla plenaria del Pontificio Consiglio per la promozione dell'unità dei cristiani, 10/11/2016

RINGRAZIAMENTO FINE ANNO

 RINGRAZIAMENTO FINE ANNO    di Don Tonino Bello

Eccoci, Signore, davanti a te.
Col fiato grosso, dopo aver tanto camminato.

Ma se ci sentiamo sfiniti,
non è perché abbiamo percorso un lungo tragitto,
o abbiamo coperto chi sa quali interminabili rettilinei.

È perché, purtroppo, molti passi,
li abbiamo consumati sulle viottole nostre, e non sulle tue:
seguendo i tracciati involuti della nostra caparbietà faccendiera,
e non le indicazioni della tua Parola;
confidando sulla riuscita delle nostre estenuanti manovre,
e non sui moduli semplici dell'abbandono fiducioso in te.

Forse mai, come in questo crepuscolo dell'anno,
sentiamo nostre le parole di Pietro:
"Abbiamo faticato tutta la notte,
e non abbiamo preso nulla".

Ad ogni modo, vogliamo ringraziarti ugualmente.
Perché, facendoci contemplare la povertà del raccolto,
ci aiuti a capire che senza di te,
non possiamo far nulla. Ci agitiamo soltanto.

Ma ci sono altri motivi, Signore, che, al termine dell'anno,
esigono il nostro rendimento di grazie.

Ti ringraziamo, Signore,
perché ci conservi nel tuo amore.
Perché continui ad avere fiducia in noi.

Grazie, perché non solo ci sopporti,
ma ci dai ad intendere che non sai fare a meno di noi.

Grazie, Signore, perché non finisci di scommettere su di noi.
Perché non ci avvilisci per le nostre inettitudini.

Anzi, ci metti nell'anima un cosi vivo desiderio di ricupero,
che già vediamo il nuovo anno
come spazio della speranza e tempo propizio
per sanare i nostri dissesti.

Spogliaci, Signore, di ogni ombra di arroganza.
Rivestici dei panni della misericordia e della dolcezza.
Donaci un futuro gravido di grazia e di luce
e di incontenibile amore per la vita.

Aiutaci a spendere per te
tutto quello che abbiamo e che siamo.
E la Vergine tua Madre ci intenerisca il cuore.
Fino alle lacrime.

'LA MORTE NON È NIENTE...'

"LA MORTE NON È NIENTE..."

 

La morte non è niente.
Sono solamente passato dall'altra parte:
è come fossi nascosto nella stanza accanto.
Io sono sempre io e tu sei sempre tu.
Quello che eravamo prima l'uno per l'altro lo siamo ancora.
Chiamami con il nome che mi hai sempre dato, che ti è familiare;
parlami nello stesso modo affettuoso che hai sempre usato.
Non cambiare tono di voce, non assumere un'aria solenne o triste.
Continua a ridere di quello che ci faceva ridere,
di quelle piccole cose che tanto ci piacevano quando eravamo insieme.
Prega, sorridi, pensami!
Il mio nome sia sempre la parola familiare di prima:
pronuncialo senza la minima traccia d'ombra o di tristezza.
La nostra vita conserva tutto il significato che ha sempre avuto:
è la stessa di prima, c'è una continuità che non si spezza.
Perché dovrei essere fuori dai tuoi pensieri e dalla tua mente,
solo perché sono fuori dalla tua vista?
Non sono lontano, sono dall'altra parte, proprio dietro l'angolo.
Rassicurati, va tutto bene.
Ritroverai il mio cuore,
ne ritroverai la tenerezza purificata.
Asciuga le tue lacrime e non piangere, se mi ami;
il tuo sorriso è la mia pace.  

SANT'AGOSTINO

NELLA COMUNIONE DEI SANTI

NELLA COMUNIONE DEI SANTI

 

Ti ringraziamo Signore per i Santi

che ci hanno accompagnato in tutti i tempi.

Per quelli che in periodi di oscurità

hanno tenuta accesa la lampada della fede.

Per le anime grandi

che ebbero visioni

di più alta e vasta verità

e, pur soffrendo,

osarono comunicarle.

Per le tante anime silenziose

e piene di grazia,

che, con la loro presenza hanno purificato

e santificato il mondo.

E continuano a purificarlo e santificarlo.

Per coloro che abbiamo conosciuto e amato,

che son passati dalla compagnia di questa terra

alla più piena luce di vita con Te. Amen  

                                                                       

   (preghiera cara a don Michele Do)

Ci dev'esser un Dio...

PREGHIERA

Ci dev'esser un Dio
che raccoglierà
il nostro ultimo respiro.
Un Dio che abbia
sorriso di bimbo
ghirlande di fanciulla
amore di donna.
E mani di una madre
quando ci accarezza e ci consola.
Un Dio che abbia
piedi grandi
e il sorriso tenero di un padre
quando ti prende in braccio
per liberarti
da una paura
da un dolore.
Un Dio che dica sorridendo:
Sono qui.

Scritta da una donna : E.M.C. (Tirrenia 1995)

Preghiera laica (Erri De Luca)

Mare nostro che non sei nei cieli

e abbracci i confini dell’isola e del mondo

sia benedetto il tuo sale

e sia benedetto il tuo fondale

accogli le gremite imbarcazioni

senza una strada sopra le tue onde

pescatori usciti nella notte

le loro reti tra le tue creature

che tornano al mattino

con la pesca dei naufraghi salvati

 

Mare nostro che non sei nei cieli

all’alba sei colore del frumento

al tramonto dell’uva di vendemmia,

Che abbiamo seminato di annegati

più di qualunque età delle tempeste

tu sei più giusto della terra ferma...