Preghiere poesie

Il bruco e la farfalla

Il bruco e la farfalla: favola con una morale verissima e importante

Il bruco e la farfalla è una favola per bambini con morale, che parla ai piccini e anche ai grandi. La morale de Il bruco e la farfalla insegna a non arrendersi mai, a non lasciarsi vincere dai periodi bui e tristi della vita...

NELLA COMUNIONE DEI SANTI

  NELLA  COMUNIONE  DEI  SANTI

 

Ti ringraziamo Signore per i Santi

che ci hanno accompagnato in tutti i tempi.

Per quelli che in periodi di oscurità

hanno tenuta accesa la lampada della fede.

Per le anime grandi

che ebbero visioni

di più alta e vasta verità

e, pur soffrendo,

osarono comunicarle.

Per le tante anime silenziose

e piene di grazia,

che, con la loro presenza hanno purificato

e santificato il mondo.

E continuano a purificarlo e santificarlo.

Per coloro che abbiamo conosciuto e amato,

che son passati dalla compagnia di questa terra

alla più piena luce di vita con Te. Amen  

                                                                       

                                                                                (preghiera cara a don Michele Do)

 

IL DIO CHE CI PORTIAMO DENTRO

IL DIO CHE CI PORTIAMO DENTRO

 

Diceva il mistico Eckhart: “Chiamo Dio ciò

che è nel più profondo di noi stessi e nel

punto più alto delle nostre debolezze e dei

nostri errori”: E la Yourcenar affermava che

solo chi muore “sa dare un nome al Dio che

porta dentro”.

 

È molto più difficile accettare che ogni uomo

è un embrione di Dio e che la casa di Dio è

solo il cuore dell’uomo, di quanto sia accettare

un Dio onnipotente fuori dalla nostra vita

e dalla nostra storia.

 

Sentirsi Dio dentro è farsi carico di una responsabilità

che pochi sono disposti ad accettare.

Meglio affidarsi al Dio dei dogmi e

delle chiese.

 

È ben più difficile essere fedeli alla propria

coscienza che alle leggi esterne, per il semplice

motivo che la coscienza è la più esigente

di tutte le leggi.

 

Né la si può beffare, come si può fare con le

leggi. Essa è più severa; è la parte più profonda

di te, che ti dice con chiarezza e con

piena autenticità quando sei infedele al meglio

di te.

 

I cristiani predicano una “stoltezza” alla quale

neppure loro credono del tutto: che Dio “si fece

carne” e pertanto dolore, ma anche gioia, piacere,

amore in tutte le sue espressioni. Altrimenti

si sarebbe fatto angelo, spirito. No. Si

è fatto uomo, con tutte le sue conseguenze,

con tutte le sue miserie e le sue sublimità.

Ma uomo.

 

Per questo il dato più certo di ogni religione

sarebbe che Dio è soltanto ciò che di divino

l’uomo si porta dentro.

 

                                                                                     Juan Arias

Grazie alla vita

A DIO DONATORE DELLA VITA

Grazie alla vita

 

Grazie alla vita Che mi ha dato tanto,

Mi ha dato due occhi che quando li apro chiaramente vedo il nero e il bianco,

chiaramente vedo il cielo alto brillare, al fondo nella moltitudine l'uomo che amo.

 

Grazie alla vita Che mi ha dato tanto,

Mi ha dato l’udito così certo e chiaro sento notti e giorni grilli e canarini, turbini martelli e lunghi pianti di cani e la voce tenera del mio amato.

 

Grazie alla vita Che mi ha dato tanto,

Mi ha dato il passo dei miei piedi stanchi, con loro ho attraversato città e pozze di fango, lunghe spiagge vuote valli e poi alte montagne e la tua casa la tua strada del tuo cortile.

 

Grazie alla vita Che mi ha dato tanto,

Del mio cuore in petto il battito chiaro quando guardo il frutto della mente umana, quando vedo la distanza tra il bene e il male, quando guardo il fondo dei tuoi occhi chiari.

 

Grazie alla vita Che mi ha dato tanto,

Mi ha dato il sorriso e mi ha dato il pianto così io distinguo la buona o brutta sorte, così le sensazioni che fanno il mio canto.

Grazie alla vita che mi ha dato tanto.

UNA PREGHIERA DA CITTADINO, DA CRISTIAN, DA UMANO

UNA PREGHIERA DA CITTADINO, DA CRISTIAN, DA UMANO

 Gesù di Nazareth,
vero Dio e vero uomo. Lampada al nostro cammino, maestro dei maestri, via maestra.
Tu hai detto: «Io sono la porta». Ricordaci che chi vuole chiudere le porte in nome dell’odio, anche se giura sul tuo Vangelo e stringe un rosario, è un falso profeta e, letteralmente, un anti-Cristo.
Tu hai detto di te stesso: «Ero straniero». E ci hai ricordato che saremo giudicati esattamente su questo: «Mi avete accolto» o «Non mi avete accolto».
Ricordaci che non possiamo dirci cristiani se non accogliamo lo straniero. Perché non c’è una ‘casa loro’ in cui aiutarli e una casa nostra da cui respingerli: c’è una sola famiglia umana.
Hai gridato: «Non abbiate paura» ai tuoi amici che stavano su una barca, su un mare in tempesta. Hai camminato sulle acque, li hai presi per mano.
Dacci la forza di tendere la mano a tutti coloro che, sulle barche del nostro Mediterraneo, fuggono dalle guerre, dalle povertà, dalle ingiustizie che in gran parte noi, ricchi e sicuri, abbiamo provocato, innescato, guidato.
E dai, a noi cristiani, la forza, l’intelligenza, l’amore per capire che non siamo noi ad aiutare loro: ma sono loro l’unica nostra speranza di diventare giusti, nonostante tutte le nostre disoneste ricchezze.
Tu hai detto, hai gridato: «Non abbiate paura!». Aiutaci a non cedere alla paura.
Ricordaci di non cedere a chi governa con la forza oscura della paura.
Ricordaci di essere giusti.
Ricordaci di essere umani. Amen.
                                                                                       Tomaso Montanari

Comunità è quando...

Comunità è quando...

Comunità è quando... se c'è qualcuno che soffre non faccio finta che tutto va bene.
Comunità è quando... se mi succede una cosa bella penso subito a qualcuno che può festeggiare con me senza invidiarmi.
Comunità è quando non vivo impaurita dietro la porta di casa ma ho almeno un letto in più per chi passa la sera e ha sonno.
Comunità è un dolore nello stomaco quando vengo a sapere che qualcuno ha perso la vita, l'unica sua, in fondo al mare o in qualsiasi altro posto e sento, e so, che non è giusto.
Comunità è raccontarsi le cose, anche quelle che in me non vanno, ed essere certa che chi mi ascolta poi non mi colpirà nei miei punti deboli.
Comunità è quando ho sbagliato e lo riconosco davanti agli altri perché la verità non mi spaventa anche se mi fa vergognare.
Comunità è aver fiducia e cercare di far crescere la fiducia intorno a me.
Comunità è sconfiggere il cinismo che è dentro di me.
Comunità è quando il "noi" e il "nostro" viene prima di "me" e di "mio". E quando "loro" sono, in qualche modo, sempre, parte del "noi".
Comunità è raccontare ed ascoltare le storie di altre persone che ci insegnano qualcosa di cui non sapremmo più fare a meno.
Comunità è che non siamo soli nell'universo, la nostra non è la prima generazione e - se non siamo del tutto irresponsabili - non sarà l'ultima.
Comunità è forse l'isola che non c'è e che non mi stanco di cercare. Perché forse c'è... e voglio abitarci. Ma non da sola.

(Riforma 30 agosto 2019)

PREGHIERA PER I LAVORATORI

PREGHIERA DEL SANTO PADRE
PER I LAVORATORI

Cantiere di Mahatzana (Antananarivo)
Domenica, 8 settembre 2019

 

Dio nostro Padre, creatore del cielo e della terra,
ti ringraziamo di averci riuniti come fratelli in questo luogo,
di fronte a questa roccia spezzata dal lavoro dell’uomo:
noi ti preghiamo per tutti i lavoratori.

Per quelli che lo fanno con le loro mani
e con enorme sforzo fisico.
Preserva i loro corpi dal troppo logorarsi:
non manchino loro la tenerezza e la capacità di accarezzare
i loro figli e di giocare con loro.
Concedi ad essi il vigore dell’anima e la salute del corpo
perché non restino schiacciati dal peso del loro compito.

Fa’ che il frutto del lavoro permetta ad essi
di assicurare una vita dignitosa alle loro famiglie.
Che trovino in esse, alla sera, calore, conforto e incoraggiamento,
e che insieme, riuniti sotto il tuo sguardo,
conoscano le gioie più vere.

Sappiano le nostre famiglie che la gioia di guadagnare il pane
è perfetta quando questo pane è condiviso.
Che i nostri bambini non siano costretti a lavorare,
possano andare a scuola e proseguire i loro studi,
e i loro professori consacrino tempo a questo compito,
senza aver bisogno di altre attività per la sussistenza quotidiana.

Dio di giustizia, tocca il cuore di imprenditori e dirigenti:
provvedano a tutto ciò che è necessario
per assicurare a quanti lavorano un salario dignitoso
e condizioni rispettose della loro dignità di persone umane.

Prenditi cura con la tua paterna misericordia
di coloro che sono senza lavoro,
e fa’ che la disoccupazione – causa di tante miserie –
sparisca dalle nostre società.

Ognuno conosca la gioia e la dignità di guadagnarsi il pane
per portarlo a casa e mantenere i suoi cari.

Padre, crea tra i lavoratori uno spirito di vera solidarietà.
Sappiano essere attenti gli uni agli altri,
incoraggiarsi a vicenda, sostenere chi è sfinito,
rialzare chi è caduto.

Il loro cuore non ceda mai all’odio, al rancore, all’amarezza
davanti all’ingiustizia, ma conservino viva la speranza
di vedere un mondo migliore e lavorare per esso.

Sappiano, insieme, in modo costruttivo,
far valere i loro diritti
e le loro voci e il loro grido siano ascoltati.

Dio, nostro Padre, tu hai dato come protettore
ai lavoratori del mondo intero San Giuseppe,
padre putativo di Gesù, sposo coraggioso della Vergine Maria.
Affido a lui tutti coloro che lavorano qui, ad Akamasoa,
e tutti i lavoratori del Madagascar, specialmente quelli
che conducono una vita precaria e difficile.
Egli li custodisca  nell’amore del tuo Figlio
e li sostenga nella loro vita e nella loro speranza.

Amen.

Preghiera per le Vacanze

Preghiera per le Vacanze

 

Ti ringrazio, o Dio, per le ferie estive
che anche quest’anno mi dai la gioia di usufruire!
Sono un tempo salutare per me
e per quanti hanno la possibilità di farle.
In questi giorni di totale distensione,
o Dio, mi sia di conforto la tua Parola.

In questo tempo di riposo,
desidero essere libero
di pregare, di pensare e di agire
al di fuori di orari tassativi,
lontano dal caos cittadino,
immerso nella bellezza del creato. 

Grazie, Signore,
per tutto ciò che hai fatto di bello e di buono.
Grazie del riposo
che ci concedi in questi giorni!

 

Rendi sereno il nostro soggiorno:
porta la pace nel cuore
di quanti operano in questo campo.
Proteggi quanti per via, per mare e nei cieli
si muovono in cerca di refrigerio!
Amen.

 

www.editriceshalom.it

 

E sia per tutti/e occasione favorevole per sentire accanto persone capaci di ascoltare e di condividere   nel rispetto e nella fraternità un po’ del loro tempo e dei loro doni, specialmente là dove c’è più sofferenza solitudine e abbandono anche durante l’anno! 

 

     Buona Estate!           don Mario

LODE


"Signore ,
ti lodiamo per tutto quello che ci doni.
Ci doni la vita,
ci doni il cibo,
ci doni la gioia. 
ci doni il tempo.
Signore,
ti lodiamo per tutto quello che ci chiedi.
Ci chiedi di amare la vita,
ci chiedi di condividere il cibo,
ci chiedi di dare la gioia,
ci chiedi di consacrare il tempo per gli altri.
Signore,
ti lodiamo per tutto quello che ci doni,
e per tutto quello che ci chiedi.
Perché così ci fai vedere che siamo figli tuoi,
ci insegni che siamo tutti 
fratelli e sorelle gli uni degli altri.
Ci dici che siamo nati dal tuo amore,
e per il tuo amore!
                             Florence Taubmann
  "A Haute Voix" di F. Taubmann e M. Wagner


MI HAI DATO MOLTO TEMPO

MI HAI DATO MOLTO TEMPO

 

   O Signore, tu mi hai donato molto tempo.

 

Il passato è ormai alle mie spalle,

ma il futuro è ancora aperto.

Ti ringrazio per ogni istante scandito dal mio orologio,

per ogni mattino che vedo al mio risveglio.

  Non ti chiedo di darmi più tempo,

ma ti chiedo di dare un senso

ed una prospettiva ai miei giorni.

  Aiutami a riservare un po' di questo tempo

per meditare in silenzio,

per ascoltare la Tua parola

e  per aiutare coloro che aspettano il mio conforto.

  Ogni ora è come un piccolo lembo di terra.

Fai in modo che io possa solcarla con il mio aratro

e gettarvi dentro amore, pensieri e parole

che portino frutto.

  Signore benedici tu la nostra giornata.

           

                Paolo De Petris -  La Gazzetta svizzera

LA PAURA STA ROVINANDO LE NOSTRE VITE

LA PAURA STA ROVINANDO LE NOSTRE VITE

 

La paura è il sentimento dominante del nostro tempo. A stilare un piccolo elenco                                                                              delle nostre paure vengono i brividi.
La paura dei genitori per i figli.
La paura dei giovani di crescere.
La paura di perdere il lavoro o di non trovarlo.
La paura di vivere in un quartiere, paese, città, nazione che non garantiscono la sicurezza                                                                 personale per sé e per i propri cari.
La paura di non trovare un amico, un compagno, un amante, uno sposo.
La paura di ritrovarsi senza radici e senza storia.
La paura della miseria e della povertà (anche relativa).
La paura della solitudine e dell'abbandono.
La paura di essere invisibili.
La paura delle malattie, della non autosufficienza e della morte.
La paura dell'eterno anonimato.
La paura della criminalità e della violenza.
La paura del terrorismo e del fanatismo religioso.
La paura del diverso e dello straniero.
La paura dell'immigrato.
La paura del futuro.                       
La paura di non avere un futuro.  

(Domenico Delle Foglie)    

State alla presenza del Silenzio di Dio

 Sof 1,7: "State alla presenza del Silenzio di Dio".

 

Signore, concedimi il silenzio,

 

non quello che mi rende prigioniero di me stesso,

ma quello che mi libera e mi apre spazi nuovi;

non quello del corpo, stremato dai paradisi artificiali,

ma quello dell'anima, che respira in vista del tuo Regno.

Non il silenzio della paura degli altri e del mondo,

ma quello che mi fa sentire vicino a

d ogni uomo ed ogni creatura;

non quello dell'egoismo freddo, indifferente ed altero,

ma quello tenace, che fortifica

e purifica la tenerezza del cuore.

Non il silenzio dell'assenza vuota, del monologo solitario,

ma quello dell'incontro e dell'intimità con Te;

non il silenzio degli esclusi, dei senza voce,

ma quello che nutre la forza delle genti che insorgono.

Non il silenzio dell'uomo che rimugina i suoi insuccessi,

ma quello di chi riflette per scoprirne le cause;

non il silenzio della notte disperata,

ma quello che attende la luce dell'aurora, della speranza.

Non il silenzio del rancore, dell'odio, della vendetta,

ma quello della quiete e del perdono;

non il silenzio dell'uomo che ascolta solo se stesso,

ma quello del cuore che ascolta il mormorio del tuo spirito.

Non il silenzio pervaso da troppe domande senza risposta,

ma quello dello stupore e dell'adorazione; 

non il silenzio dell'oblio, delle tombe, della morte, 

ma quello carico delle energie della risurrezione,

nell'attesa d'una nuova via nella tua luce.

 

                  (Michel Hubaut, francescano: da Les Chemins du silence)