Preghiere poesie

SPEZZARE LE CATENE

          SPEZZARE LE CATENE 

 

Per vivere la libertà, 
spezza le catene dell'oppressione.

Per vivere la verità,
spezza le catene della menzogna.

Per vivere l'amore,
spezza le catene dell'odio.

Per vivere la condivisione, 
spezza le catene dell'egoismo.

Per vivere la compagnia,
spezza le catene della solitudine.

Per vivere come uomo nuovo, donna nuova,
spezza le catene della creatura vecchia.

Wanir Welepane - Nuova Caledonia

GRIDA PER LA VITA

GRIDA PER LA VITA

"Grida, grida, grida, grida per la vita
per i vivi, per i morti
per il deserto, per il mare
per i pesci avvelenati
per gli uccelli con ali spezzate
poeti senza parole
cantautori senza canto

grida, grida, grida per la per la vita
per i bambini
che combattono sulle strade
che giocano con giocattoli, con fucili, con granate
per le madri afroamerindie
che urlano per il dolore
e che  si domandano che cosa sarà
del futuro dei loro figli.

grida, grida, grida per la vita
per il coraggio
per la speranza
per la foresta
per il fiume
i corpi possono morire, lo spirito non muore
e la nostra lotta
aspettando che un nuovo giorno
incominci ad arrivare
che l'alba arrivi

e mentre aspettiamo per questo giorno
noi canteremo nella gioia
grida, grida, grida per la vita!"

                                                                                          ( Alex Zanotelli )

PREGHIERE PER LA NOSTRA VEGLIA PASQUALE DOMESTICA

 


Preghiera per le ore che non passano


Dio vivente,
noi crediamo in Te.
Insegnaci a comprendere l'ora,
nella quale è come se Tu ci avessi abbandonato,
Tu, la cui fedeltà è eternità,
come se tu non fossi il Tu che ci ha detto il suo nome;
Colui che è.
Dio vivente, noi crediamo in Te.
Dacci la forza di resistere, quando tutto si vanifica.
Padre onnipotente,
Signore, che vivi il Tu' in te stesso, non avendo bisogno di nulla,
in eterna libertà hai creato il mondo, poiché non ne hai bisogno.
Esso è, perché tu vuoi che sia, pieno dei tuoi pensieri.
Il decreto da cui scaturiscono,
nessun senso terreno lo conosce.
Ma il Rivelatore, il Figlio, ci ha dato
la Parola che significa Amore.
Il tuo amore, Padre, e non quello di un cuore terreno.
Noi crediamo in Te,
poiché quello che per noi si chiama mondo, è opera tua.
Tu l'hai ideato,
hai voluto che fosse, e solo da Te
esso riceve la durata e lo splendore.
Tu guidi tutto, anche la nostra piccola vita.
La guidi nel mistero del tuo tacito governo.
Noi dobbiamo fidarci solo del tuo amore.
Ma la tua magnanimità vuole avere bisogno di noi.
Tu hai messo il tuo mondo nelle nostre mani,
Tu vuoi che pensiamo con i tuoi pensieri,
che operiamo nei tuoi ordinamenti.

Cristo Gesù,
Redentore del mondo,
che sei tornato al Padre, quando tutto fu compiuto.
Tu siedi alla sua destra sul trono della gloria,
 aspettando l'ora in cui ritornerai con potenza,
a giudicare i vivi e i morti.
Noi crediamo in Te.
Insegnaci a prestare nell'abbandono la fede
che l'ora esige da noi,
poiché sembra che la tua luce non risplenda,
eppure rifulge più che mai nell'oscurità.
Nel mistero del tuo amore, nella tua obbedienza,
grande come l'ordine del Padre, tu hai redento tutto.
Fa' che il tuo amore per noi non sia vano.

Spirito Santo,
mandato a noi,
dimorante in noi, anche se gli spazi echeggiano vuoti,
come se tu fossi lontano.
Nelle tue mani sono i tempi.
Tu eserciti il tuo potere nel mistero del silenzio
e compirai tutto.
Quindi noi crediamo nel mondo che verrà
e lo attendiamo.

Insegnaci ad attendere nella speranza.
Rendici partecipi del mondo futuro,
affinché in noi si avveri la promessa della gloria.          (Romano Guardini)


La luce del Risorto


Era buio e tenebra
quando Dio mandò la sua luce nel mondo.
Era buio, sofferenza, oscurità, nel cuore di Abramo,
quando saliva il monte per sacrificare il suo figlio.
Era buio nel cuore degli ebrei,
quando sentivano alle spalle il fiato degli inseguitori
e avevano paura di essere uccisi.
Era buio nella tomba sigillata di Cristo,
dove sembrava che avesse vinto la morte.
Ma dall'oscurità dell'universo,
dall'oscurità del cuore di Abramo,
dalla paura del cuore degli ebrei,
dalla notte della tomba sigillata di Cristo,
è nata una luce,
è sorta la luce di Dio,
la luce dello splendore divino.
Ecco ciò che noi celebriamo questa notte.
Perché anche questa notte
Dio si rivela per noi come luce,
si rivela per noi come JHWH,
colui che è per noi,
per me, con te,
colui che provvede a noi,
in Gesù risorto dato per noi.
Certamente, se scrutiamo i segni della storia
fuori di noi e dentro di noi,
forse il cuore trema
come tremò ad Abramo prima del sacrificio,
agli ebrei di fronte al mar Rosso
a Cristo nel Getsemani e sulla croce.
Perché c'è tanta notte intorno a noi:
la notte dell'egoismo dell'uomo, delle società,
la notte della violenza per le strade,
la notte delle insidie,
la notte delle nostre ipocrisie,
della nostra disperazione.
Ma Dio passa,
vince la luce di Cristo risorto.
E' la pasqua del Signore. Alleluia.
Mettiamo dunque da parte le opere delle tenebre
e la paura delle tenebre,
e lasciamoci illuminare dal Risorto.
Se Cristo è risorto,
noi possiamo essere una cosa nuova;
non c'è niente di così antico,
di così frusto,
di così ripiegato su se stesso,
di così stanco,
che non possa schiudersi, aprirsi,
ringiovanire, questa notte,
che non possa ritrovare
nella grazia dello Spirito Santo
la sua infanzia battesimale.
L'acqua del battesimo ci lava dalle nostre durezze,
fa brillare sui nostri volti una luce nuova;
l'acqua dello Spirito santo
che sgorga dal costato di Cristo crocifisso,
che ci viene inviato dal Risorto,
ci lava dalle nostre paure,
dai pensieri di morte,
dalla noia della vita,
dall'ansia della quotidianità,
dalle stanchezze, dalle miopie,
dalle insensibilità. Alleluia
Donaci, o Signore,
di cominciare una vita nuova
nel segno della Resurrezione del tuo Figlio.
Fa che non ascoltiamo noi stessi,
i nostri sentimenti,
le nostre abitudini, le nostre paure
che ci fanno ricadere nell'usato,
in ciò che è trito,
in ciò che è banale e da poco.
Fa che, dimenticando i nostri sentimenti,
noi ci lasciamo invadere
da quella pienezza di Spirito Santo
che tu, o Signore, Dio con noi, JHWH, Dio per noi,
questa notte diffondi
nella risuerrezione del tuo Figlio,
nella grazia battesimale
nella santa eucarestia,
nel sacramento della riconciliazione,
nella certezza, o Padre, del tuo perdono,
del tuo amore, della tua salvezza.
Amen. Alleluia.

P. Carlo Maria Martini

PREGHIERA PER COLORO CHE MUOIONO IN QUESTE ORE

 PREGHIERA PER COLORO CHE MUOIONO IN QUESTE ORE

Signore, mi rivolgo a te,
con il cuore gonfio di dolore per la morte di Nome.
Non mi è dato di rivolgere al suo corpo un ultimo saluto,
né posso dargli un ultimo sguardo per salutarlo.
Ti prego per lui/lei:
non sappiamo come gli/le hai parlato
nel profondo della sua coscienza,
ma certi del tuo amore
ti ringraziamo per tutto quello che hai fatto per lui/lei.
Ora ti prego di accoglierlo/la presso di te,
donagli quella pace che qui con noi ha appena assaporato,
riempilo di quell’amore che con noi ha condiviso,
avvolgilo della tenerezza con cui lui/lei ha sostenuto noi.
Dona anche a me e a noi tutti
di continuare a fidarci di te giorno dopo giorno,
nonostante la tristezza della separazione
dagli affetti che costruiamo a fatica nella nostra vita.
Li affidiamo a te, amante della vita,
Signore del tempo che vivi per sempre.
Amen.

p. Giuseppe Bettoni, presidente e fondatore della Fondazione Arché

Affidamento a Maria, Regina di Oropa

Affidamento a Maria, Regina di Oropa

 

Vergine Santa, Regina di Oropa

da secoli sei invocata a protezione

del popolo biellese e dei cristiani,

guarda benevola con sguardo e

cuore di Madre i tuoi figli

che in questo momento vivono

serie e condivise preoccupazioni.

Tante volte la nostra gente

ha sperimentato nella sua storia

momenti difficili,

ma tu, Madre e Regina di Oropa,

sempre hai sorretto e benedetto

la preghiera dei tuoi figli

e il lavoro di quanti si sono impegnati

a superare ogni paura per realizzare,

uniti,un futuro sereno.

Mostrati Madre di misericordia

per tutti quelli che soffrono

a causa di questa malattia,

ma anche per chi esercita

una precisa responsabilità civile e sociale.

Aiuta i medici e operatori sanitari

nel loro delicato compito di sostegno

per chi è nel bisogno e nella necessità.

Sostieni gli ammalati, gli anziani,

i più deboli e i poveri.

Sostieni la tua Chiesa ad essere segno

di speranza e testimone vivente di Cristo,

vero Medico delle anime e dei Corpi.

Non permettere che si chiuda il nostro cuore

alle necessità dei fratelli.

Mantieni in noi vivo lo spirito di orazione

per non cadere in tentazione

ma restare vigilanti nel momento della prova.

Mostrati Madre benigna e Regina potente nelle difficoltà.

O Clemente, o pia, o dolce Vergine Maria. Amen.

Maria, Regina di Oropa, prega per noi!

                                                                            + Roberto

 

Biella, 8 marzo 2020, seconda domenica di quaresima

Nove marzo duemilaventi

Nove marzo duemilaventi

Mariangela Gualtieri

Questo ti voglio dire ci dovevamo fermare.
Lo sapevamo. Lo sentivamo tutti
ch’era troppo furioso
il nostro fare. Stare dentro le cose.
Tutti fuori di noi.
Agitare ogni ora – farla fruttare.

Ci dovevamo fermare
e non ci riuscivamo.
Andava fatto insieme.
Rallentare la corsa.
Ma non ci riuscivamo.
Non c’era sforzo umano
che ci potesse bloccare.

E poiché questo
era desiderio tacito comune
come un inconscio volere -
forse la specie nostra ha ubbidito
slacciato le catene che tengono blindato
il nostro seme. Aperto
le fessure più segrete
e fatto entrare.
Forse per questo dopo c’è stato un salto
di specie – dal pipistrello a noi.
Qualcosa in noi ha voluto spalancare.
Forse, non so.

Adesso siamo a casa.

È portentoso quello che succede.
E c’è dell’oro, credo, in questo tempo strano.
Forse ci sono doni.
Pepite d’oro per noi. Se ci aiutiamo.
C’è un molto forte richiamo
della specie ora e come specie adesso
deve pensarsi ognuno. Un comune destino
ci tiene qui. Lo sapevamo. Ma non troppo bene.
O tutti quanti o nessuno.

È potente la terra. Viva per davvero.
Io la sento pensante d’un pensiero
che noi non conosciamo.
E quello che succede? Consideriamo
se non sia lei che muove.
Se la legge che tiene ben guidato
l’universo intero, se quanto accade mi chiedo
non sia piena espressione di quella legge
che governa anche noi – proprio come
ogni stella – ogni particella di cosmo.

Se la materia oscura fosse questo
tenersi insieme di tutto in un ardore
di vita, con la spazzina morte che viene
a equilibrare ogni specie.
Tenerla dentro la misura sua, al posto suo,
guidata. Non siamo noi
che abbiamo fatto il cielo.

Una voce imponente, senza parola
ci dice ora di stare a casa, come bambini
che l’hanno fatta grossa, senza sapere cosa,
e non avranno baci, non saranno abbracciati.
Ognuno dentro una frenata
che ci riporta indietro, forse nelle lentezze
delle antiche antenate, delle madri.

Guardare di più il cielo,
tingere d’ocra un morto. Fare per la prima volta
il pane. Guardare bene una faccia. Cantare
piano piano perché un bambino dorma. Per la prima volta
stringere con la mano un’altra mano
sentire forte l’intesa. Che siamo insieme.
Un organismo solo. Tutta la specie
la portiamo in noi. Dentro noi la salviamo.

A quella stretta
di un palmo col palmo di qualcuno
a quel semplice atto che ci è interdetto ora -
noi torneremo con una comprensione dilatata.
Saremo qui, più attenti credo. Più delicata 
la nostra mano starà dentro il fare della vita.
Adesso lo sappiamo quanto è triste
stare lontani un metro.

SE...

 

"Se urli, tutti ti sentono.
Se bisbigli, ti sente solo chi ti sta vicino.
Ma se stai in silenzio, solo chi ti ama ti ascolta".
                                                                                         
M.K. Gandhi

Salmo 71

E’ un salmo di fiducia dove si alternano parole di supplica e di lode.

 

E’ la preghiera di un uomo anziano che chiede a Dio di non essere abbandonato, ma di “essere salvato”

Da questa preghiera emerge la preoccupazione dell’uomo di essere abbandonato da Dio nel momento della vecchiaia, cioè, nel momento di maggior fragilità. Ed emerge anche il rammarico e la vergogna di quest’uomo che si sente vittima di soprusi da parte di altri uomini, suoi nemici, che approfittano di quella situazione di fragilità per coprirlo d’infamia.

Ma, nonostante questa situazione di sofferenza, la preghiera inizia con parole che testimoniano una grande fede in Dio “ In Te mi rifugio o Signore: fa che non resti deluso”. Parole che guardano già al superamento di quel triste momento. 

L’uomo si rivolge a Dio con fiducia perché sa che su Dio può contare. Spera che con il Suo aiuto le cose possano cambiare, che la situazione di sofferenza in cui si trova possa un giorno finire. Una visione fiduciosa, che confida in Dio, rafforzata dal fatto che lui ha già conosciuto Dio in passato. Dio è per lui una presenza familiare che ha avuto sempre al suo fianco.

 Una presenza che l’ha “accompagnato fin dalla nascita, fin dal grembo materno, e poi nella sua giovinezza. Poi da adulto quando agli occhi della gente appariva quasi un prodigio”. Dio è stato per lui un rifugio sicuro.

Poi la preghiera pare prendere una precisa direzione. Le preoccupazioni e le paure sembrano lasciare il posto ad una certezza:”Io non cesserò di sperare e moltiplicherò le tue lodi”. In quel momento l’anziano decide di non arrendersi e ribadisce con più convinzione la sua fede. Egli adesso è certo che Dio lo farà “risalire dagli abissi della terra” e “gli darà ancora vita” ed emergono in lui nuovi stimoli: “testimoniare i prodigi del Signore”. Intravede che potrà avere ancora una funzione in futuro; anziché stare a sentire e rammaricarsi delle congiure contro di lui, egli sarà testimone dei prodigi del Signore davanti a molte generazioni che lo ascolteranno al tempio. Egli si immagina, finalmente, di nuovo in comunione con Dio. E mentre, “con l’arpa e la cetra canterà le lodi al Signore” egli non si ritroverà più solo e isolato da tutti ma in mezzo al popolo a parlare di Dio alle future generazioni.

Questo” racconto” sembrerebbe una lunga e profonda riflessione di una persona anziana che ripercorre molte tappe della sua vita. Da questa “riflessione” sembra emergere che ritrovare Dio e rimanere in comunione con Lui porta a ritrovare se stessi.

 La vera vita, quella che conta è con Dio. 

                                                                                                               Ines Rosso

GRAZIE A CHI CI ACCAREZZA... LE ALI

Ronco di Cossato: DOMENICA 8 DICEMBRE 2019festa degli ANNIVERSARI DI NATRIMONIO

GRAZIE A CHI CI ACCAREZZA ….LE ALI

Per volare ci vuole leggerezza. Leggero non
è chi galleggia, ma chi è radicato dentro alla
vita, flessibile ai cambiamenti, aperto al nuovo.

E’ lo stile dei viandanti, di chi cioè è sempre
di passaggio, sempre in transito, lo stile degli
uccelli, che si muovono sempre, ma con
una direzione chiara.

Facciamo fatica ad essere leggeri perché
l’e- lemento ‘terra’ ci tira sempre più giù; ma siamo
anche“pesanti”, perchévogliamo prendere
tutto su di noi.

Ci vuole leggerezza e semplicità: c’è bisogno
di una sana ironia, di saper sdrammatizzare
e sorridere per cogliere il “nocciolo”, senza
lasciarsi comprare dalle cose, ma avendo il
dominio su se stessi.

Ci hanno fregato quando da bambini ci
hanno insegnato a colorare ‘dentro alle
immagini’, perché poi si è dovuto lottare
tutta la vita per liberarci, per diventare
creativi, per aver voglia di sognare,
di volare.

Desidero condividere con voi le parole sagge di don Gigi Verdi, che si adopera per riaccendere la vita di quanti, per diversi motivi, strada facendo, hanno lasciato spegnere la fiamma dell’amore. E per augurare a voi di perseverare nell’amore.

 Con amicizia. don Mario Marchiori

OGGI E' UN DONO DI DIO

 

Questo giorno appartiene a Dio, te lo dona:
vivi il giorno di oggi,
Dio te lo dona, è in te, vivi in Lui.

Il giorno di domani appartiene a Dio,
non appartiene a te.
Non mettere su domani la preoccupazione di oggi, domani appartiene a Dio, lasciaglielo.

Il momento presente è una fragile passerella.
Se la carichi dei rincrescimenti di ieri 
o delle preoccupazioni di domani,
la passerella cede e tu sprofondi.

Il passato Dio te lo perdona,
il futuro Dio te lo dona,
vivi il giorno di oggi in comunione con Lui.

Vincent Schmid, pastore protestante

CREDO di Simone Cristicchi

CREDO  di Simone Cristicchi

«Credo nello sguardo della Gioconda e nei disegni dei bambini. Nell’odore dei panni stesi, del ciambellone e in quello delle mani di mia madre.
Credo che quando la barbarie diventa normalità, la tenerezza è l’unica insurrezione.
Credo che la vera gioia è riuscire a sentirsi parte di un paesaggio incantevole, pur non essendo altro che un granello di sabbia.
Credo che la lingua di Dio è il silenzio, e il suo corpo la Natura.
Credo che non siano le grandi rivoluzioni o le ideologie, ma i piccoli gesti a cambiare il mondo perché niente è più grande delle piccole cose.
Credo alla potenza del soffione, quel piccolo fiore selvatico che cresce ostinato tra le pieghe dell’asfalto e che anche tra mille difficoltà, riesce comunque a germogliare e a diventare fiore.
Credo che chi non vive il presente, sarà sempre imperfetto. Anche da trapassato.
Credo che la vera sfida è debuttare ogni giorno, tutto il resto è repertorio.
Credo che chi ha bisogno di nemici, non è in pace con se stesso.
E credo che non sia la bellezza che salverà il mondo, ma siamo noi che dobbiamo salvare la bellezza.
Credo che non bisogna cercare la felicità, ma solo proteggerla.
Credo che non c’è peggior peccato che non stupirsi più di niente e che tutta l’intelligenza e la cultura del mondo resti muta e si inchini davanti a questo grande mistero, al miracolo di questa vita che va avanti, nonostante tutto, che non si ferma, che si trasforma ogni secondo.
Perché la vita è l’unico miracolo a cui non puoi non credere.»

TI REGALERO’ UNA ROSA

TI REGALERO’ UNA ROSA

 

Ti regalerò una rosa
Una rosa rossa per dipingere ogni cosa
Una rosa per ogni tua lacrima da consolare
E una rosa per poterti amare
Ti regalerò una rosa
Una rosa bianca come fossi la mia sposa
Una rosa bianca che ti serva per dimenticare
Ogni piccolo dolore

Mi chiamo Antonio e sono matto
Sono nato nel ’54 e vivo qui da quando ero bambino
Credevo di parlare col demonio
Così mi hanno chiuso quarant’anni dentro a un manicomio
Ti scrivo questa lettera perché non so parlare
Perdona la calligrafia da prima elementare
E mi stupisco se provo ancora un’emozione
Ma la colpa è della mano che non smette di tremare

Io sono come un pianoforte con un tasto rotto
L’accordo dissonante di un’orchestra di ubriachi
E giorno e notte si assomigliano
Nella poca luce che trafigge i vetri opachi
Me la faccio ancora sotto perché ho paura
Per la società dei sani siamo sempre stati spazzatura
Puzza di piscio e segatura
Questa è malattia mentale e non esiste cura

Ti regalerò una rosa
Una rosa rossa per dipingere ogni cosa
Una rosa per ogni tua lacrima da consolare
E una rosa per poterti amare
Ti regalerò una rosa
Una rosa bianca come fossi la mia sposa
Una rosa bianca che ti serva per dimenticare
Ogni piccolo dolore

I matti sono punti di domanda senza frase
Migliaia di astronavi che non tornano alla base
Sono dei pupazzi stesi ad asciugare al sole
I matti sono apostoli di un Dio che non li vuole
Mi fabbrico la neve col polistirolo
La mia patologia è che son rimasto solo
Ora prendete un telescopio… misurate le distanze
E guardate tra me e voi… chi è più pericoloso?

Dentro ai padiglioni ci amavamo di nascosto
Ritagliando un angolo che fosse solo il nostro
Ricordo i pochi istanti in cui ci sentivamo vivi
Non come le cartelle cliniche stipate negli archivi
Dei miei ricordi sarai l’ultimo a sfumare
Eri come un angelo legato ad un termosifone
Nonostante tutto io ti aspetto ancora
E se chiudo gli occhi sento la tua mano che mi sfiora

Ti regalerò una rosa
Una rosa rossa per dipingere ogni cosa
Una rosa per ogni tua lacrima da consolare
E una rosa per poterti amare
Ti regalerò una rosa
Una rosa bianca come fossi la mia sposa
Una rosa bianca che ti serva per dimenticare
Ogni piccolo dolore

Mi chiamo Antonio e sto sul tetto
Cara Margherita son vent’anni che ti aspetto
I matti siamo noi quando nessuno ci capisce
Quando pure il tuo migliore amico ti tradisce
Ti lascio questa lettera, adesso devo andare
Perdona la calligrafia da prima elementare
E ti stupisci che io provi ancora un’emozione?
Sorprenditi di nuovo perché Antonio sa volare