Notizie

Baba

Nella notte tra mercoledì e giovedì  20 ottobre arriverà all’aeroporto di Bamaco, capitale del Mali,  la bara contenente il corpo di Babà  avvolto in un lenzuolo bianco, come vuole l’usanza africana.  Il nostro ultimo saluto nella moschea di Chiavazza  con orazione funebre...

INVISIBILI – i rifugiati ambientali

 di Luca Manes  (Nigrizia)

I dati lasciano senza fiato: entro il 2050 ci saranno circa 200-250 milioni di rifugiati ambientali, una media di 6 milioni di persone all’anno costrette a emigrare a causa di calamità naturali e degli effetti del surriscaldamento globale...

ELOGIO DELLA FOLLIA

Pregare Dio per i vivi e per i morti

Pregare per chi... pregare perché? E che significa pregare? Non sono domande superflue, visto che i discepoli hanno chiesto al Maestro di insegnare loro a pregare...

LA SCUOLA

Certamente la scuola non funziona per mancanza di investimenti economici, ma anche, come dice Freud, per un deficit culturale che non vede nella scuola un luogo dove creare opportunità per una crescita sana e il più possibile serena.
Se i ragazzi sono demotivati, aggressivi, se rifiutano la scuola, siamo in generale portati a credere che siano loro i responsabili di questo disinteresse, o nel migliore dei cosi che sia colpevole la società nel suo insieme.
Si è creata una conflittualità tra insegnanti e genitori, là dove dovrebbe nascere un'alleanza per il bene delle generazioni più giovani. Siamo noi adulti i primi ad essere demotivati. Le motivazioni ci sono e grandi, ma questo non può che ricadere pesantemente sui ragazzi, non certo sui governi che dalla nostra stanchezza non possono che avere benefici.
Eppure noi possiamo fare ancora molto, nonostante tutto, proprio perché la società non offre quasi più nulla in termini di speranza.
Siamo noi a contatto con i bambini e con i ragazzi, è il nostro interesse per le loro vite, per i loro problemi che sentono, è il nostro entusiasmo che può contagiarli, è il nostro sorriso che li può catturare, è la nostra capacità di presentare gli argomenti che li può interessare. Non una cultura che sia "oltre loro e senza di loro", ma che vada "verso di loro", che desideri incontrarli ovunque siano, qualsiasi sia la loro capacità di partenza e di recepirla.
Le parole sono duttili e possiamo usarle in modo che tutti ci possano capire; le parole hanno modalità di presentarsi diverse, possono respingerci o emozionarci: con quale attenzione noi le scegliamo? A chi sono dirette? Chi ci ascolta ha la sicurezza che stiamo parlando anche per lui? E se non ce l'ha, siamo pronti ad andare a spiegarglielo personalmente? A dirgli che noi e la scuola ci interessiamo anche di lui?
C'è un deficit a livello economico, ma c'è un deficit di umanità di cui non si parla mai se non per abbellire i nostri discorsi. Invece è il centro del problema, il cuore di tutti i problemi. Il tipo di scuola che cerchiamo di costruire dipende dalle priorità che vogliamo darci.
E allora che cosa fare? Se tutti gli insegnanti che credono nella democrazia, nella nostra Costituzione si sentissero impegnati, là dove sono, a costruire un'"aula come luogo di speranza per tutti", qualcosa di significativo comincerebbe davvero a cambiare.
«L'intelligenza può essere guidata solo dal desiderio. Perché ci sia desiderio, occorre che ci siano piacere e gioia. L'intelligenza cresce e porta frutto solo nella gioia. La gioia di imparare è indispensabile agli studi, come la respirazione ai corridori. Dove essa è assente non ci sono studenti, ma povere caricature di apprendisti che al termine del loro apprendistato non avranno neppure un mestiere». (Simone Weil)

                                                                           Emilia De Rienzo


(da Qualevita, ottobre 2016)

 

Il Papa: 'Ipocrita chi difende Cristo e caccia i rifugiati'

Due interventi di Francesco questa mattina in difesa dei rifugiati. Ai luterani ricorda l'ipocrisia di alcuni cristiani mentre nel messaggio per la Giornata mondiale del migrante e del rifugiato denuncia la prostituzione e la pedopornografia, il fenomeno dei bambini soldato e il lavoro minorile che rende schiavi

di PAOLO RODARI  13 ottobre 2016...

MONI OVADIA RICORDA DARIO FO

Se ne va un gigante della cultura e una personalità artistica come poche ce ne sono state. Averlo conosciuto e frequentato è stato un immenso privilegio. Dario ha dato la parola agli ultimi e agli umili, rendendola grandiosa e portando il teatro italiano non nel mondo, ma nell'universo. Anche la sua militanza politica è sempre stata un gesto necessario, dettato dall'urgenza e trasfigurato in un magnifico sberleffo. Lui, con il suo maglione nero, sapeva accendere epopee, storie, visioni con un gesto...

Dario Fo: il saluto del mondo dello spettacolo

La morte di Dario Fo, il mondo della cultura e dello spettacolo: "Se ne va un personaggio unico"

Scrittori, comici, attori, critici: il commiato è un coro di voci che sottolinea la grandezza del personaggio e il vuoto che lascia. Ecco alcune testimonianze

È morto Dario Fo

È morto Dario Fo, il giullare sommo «Mistero Buffo» il suo capolavoro

L’imponente corpus drammaturgico, quasi un centinaio di testi teatrali, gli valse nel 1997 il Nobel per la letteratura. Il sodalizio di vita e arte con Franca Rame...

Il Papa e la GIORNATA MONDIALE DELL'ALIMENTAZIONE

MESSAGGIO DEL SANTO PADRE FRANCESCO
PER LA GIORNATA MONDIALE DELL'ALIMENTAZIONE 2016

 

Al Professor José Graziano da Silva
Direttore Generale della FAO

Illustrissimo Signore,

1. La circostanza che la FAO abbia voluto dedicare l’odierna Giornata Mondiale dell’Alimentazione al tema “Il clima sta cambiando. L’alimentazione e l’agricoltura anche”, ci porta a considerare la lotta contro la fame come un obiettivo ancora più difficile da raggiungere, in presenza di un fenomeno complesso come i cambiamenti climatici. ..