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Mio figlio mi guarda, sono obbligato a non odiare

Antoine Leiris: "Mio figlio mi guarda, sono obbligato a non odiare"
Sua moglie è stata uccisa al Bataclan. La sua lettera ai terroristi pubblicata su Facebook ("Non avrete il mio odio") ha commosso il mondo: "Voglio crescere Melvil come avrebbe fatto Helene: aprendogli gli occhi sul mondo, lontano dalla paura"
di JEAN LEYMARIE - La Repubblica 18 novembre 2015

 

 

PARIGI. Le vittime della strage hanno, amici parenti, figli. Come il nostro collega Antoine Leiris, giornalista di France Bleu. Sua moglie Helene era al Bataclan, e lì è stata uccisa.

Su Facebook lei ha pubblicato una lettera ai terroristi in cui dice: non avrete il mio odio. Quando ha deciso di scriverla?...

Oltre alla sicurezza per battere l'odio...

Oltre alla sicurezza per battere l'odio serve una vera lotta alle disuguaglianze
di Thomas Piketty la Repubblica 22 Novembre 2015 , con postilla

«Per l'economista, al di là degli scontri religiosi, il sistema politico e sociale del Medio Oriente è determinato e reso vulnerabile dalla concentrazione delle risorse petrolifere in alcune piccole zone spopolate».
La risposta al terrorismo dev'essere in parte la garanzia della sicurezza. Colpire Daesh, arrestare i suoi adepti. Ma dobbiamo anche interrogarci sulle condizioni politiche di queste violenze, sulle umiliazioni e ingiustizie che in Medio Oriente hanno determinato l'importante sostegno di cui beneficia quel movimento, e in Europa suscitano oggi vocazioni sanguinarie. Al di là del breve termine, l'unica vera risposta sta nell'attuazione, sia qui che laggiù, di un modello di sviluppo sociale ed equo...

Com’è difficile spiegare Parigi ai bambini

Dal Fatto Quotidiano, di Alex Corlazzoli | 19 novembre 2015

"L'Islam è un insieme di terroristi ed estremisti che formano l'Isis". Giorgio non ha letto la prima pagina di Libero ma ai compagni spiega così gli autori della strage del 13 novembre.
Fino a giovedì scorso Parigi nelle nostre classi era la Tour Eiffel e Disneyland. Lunedì, al rientro in classe, sul foglio bianco "Fabriano" il simbolo della capitale francese è disegnato con accanto un cartello "Non vogliamo la guerra". Il dizionario dei bambini in 48 ore è cambiato: "Questo è solo l'inizio della terza guerra mondiale", annuncia Luca, 10 anni...

L'Europa unita può battere l'eterno ritorno del fanatismo

Simon Schama: "L'Europa unita può battere l'eterno ritorno del fanatismo"
Secondo lo storico "la ferocia senza precedenti" degli jihadisti si estirpa "con una battaglia culturale: restituendo ai giovani qualcosa in cui possano credere"
di GIAMPAOLO CADALANU la Repubblica, 21 novembre 2015

 

 

 



La ferocia degli attacchi di Parigi è senza precedenti storici, ma l'Europa può reagire, ribadendo i suoi principi e rispondendo con le idee, non con le bombe. Per Simon Schama, storico londinese di origini lituane e docente alla Columbia University, questa fase della nostra contemporaneità è segnata dal ritorno alla follia religiosa, che l'attenzione ai fatti economici aveva fatto sottovalutare. Ne è una prova la scelta degli obiettivi, simbolo dei piaceri laici dell'Occidente...

La vita ai tempi del terrorismo spiegata ai bambini


I più piccoli sono perfettamente in grado di comprendere quanto sta accadendo in questi giorni dopo gli attacchi jihadisti. Perché conoscono le categorie di bene e male e hanno bisogno, come gli adulti, di capire
TAHAR BEN JELLOUN la Repubblica - 21 novembre 2015

 

 

 


A i bambini bisogna dire la verità. E soprattutto non sottovalutare la loro capacità di comprendere anche le cose più orrende e inquietanti. Non che siano più forti degli adulti, ma la loro sensibilità può essere messa alla prova senza conseguenze disastrose sul loro sviluppo. Mentre la menzogna e la negazione rischiano di lasciare sequele e complessi. Cercare di presentare al bambino un mondo roseo, mentire sulla gravità dei fatti avvolgendoli nell'ovatta o in confezione regalo vuol dire rischiare di isolarlo dalla vita, che è fatta di bellezza ma anche di violenza...

Non si può mai uccidere in nome di Dio

 di ENZO BIANCHI
La Repubblica, 19 novembre 2015

"Utilizzare il nome di Dio per giustificare la strada della violenza e dell'odio è una bestemmia". Queste parole forti di papa Francesco, pronunciate all'indomani della carneficina di Parigi, "inqualificabile affronto alla dignità della persona umana", continuano a risuonare con forza in queste ore in cui la strada perversa che "non risolve i problemi dell'umanità" sembra ormai l'unica che troppi hanno deciso di intraprendere. Da più parti si sono levate appelli pacati alla fermezza e al non arrendersi alla brutalità disumana, continuando in una vita quotidiana che non si lascia attanagliare dalla paura, che coltiva amicizie, fraternità, normalità di rapporti in quella che definiamo una convivenza civile e che è frutto maturato anche sulle macerie della seconda guerra mondiale. Altrimenti, cedere al terrore che vogliono incuterci, significherebbe affermare che "hanno già vinto loro", i propagatori dell'odio e della violenza. Smettiamola di dire che sono terroristi in nome di Dio e che la loro religione ispira la violenza: questi non credono in nessun Dio, ma usano la religione per strumentalizzare i poveri e i disperati...

Non avrete il mio odio

LA STAMPA - BUONGIORNO - MASSIMO GRAMELLINI

 

Se ciò che chiamiamo Occidente ha un senso, questo senso palpita nelle parole con cui il signor Antoine Leiris si è rivolto su Facebook ai terroristi che al Bataclan hanno ucciso sua moglie.
«Venerdì sera avete rubato la vita di una persona eccezionale, l'amore della mia vita, la madre di mio figlio, eppure non avrete il mio odio. Non so chi siete e non voglio neanche saperlo. Voi siete anime morte...

Oriana scusaci?

 Non ho capito bene di cosa dovrei scusarmi...
di Alessndro Robecchi Il Fatto Quotidiano 18 novembre 2015

Ogni conflitto ha i suoi effetti collaterali, e questo si sa. Non deve stupire dunque che in Italia l'effetto collaterale abbia un nome e un cognome: Oriana Fallaci. Resuscitata grazie agli assassini di Parigi nelle classifiche dei libri e nel rumore di fondo dei social network, la sora Oriana si è meritata anche una specie di panegirico sul Corriere della Sera, con tanto di "scusaci Oriana" e "risarcimento postumo", e altre amenità confezionate con il noto barbatrucco de "la rete dice". Insomma, ad ogni pallottola sparata da assassini integralisti, ci tocca per contrappasso rileggere brani degli integralisti nostri: i Salvini, i Belpietro e compagnia belligerante (armiamoci e partite, ça va san dire), con sottofondo delle intemerate un po' isteriche della nota scrittrice, una che metteva nello stesso fumante calderone chi si fa esplodere nei mercati e chi fa pipì vicino ai monumenti di Firenze, per dire della profondità di analisi...

Più li bombardiamo più ci colpiscono

Massimo Fini: "Più li bombardiamo più ci colpiscono"
il Fatto Quotidiano 18 novembre 2015
Più continueremo a bombardare l'Isis, con caccia irraggiungibili e droni senza pilota, più l'Isis porterà la guerra in Europa con i mezzi che, da noi, gli sono possibili: gli attentati terroristi e kamikaze. A me pare talmente evidente che l'ho scritto più volte su questo giornale. Non c'è bisogno di uno stratega militare. In uno dei comunicati dopo gli attentati di Parigi l'Isis ha affermato: "La Francia manda i suoi aerei in Siria, bombarda uccidendo i nostri bambini, oggi beve dalla stessa coppa"...

CHI SONO GLI ADERENTI ALL'ISIS?

 di Rosario Amico Roxas

Per combattere un nemico evanescente ma deciso, non bastano le parole roboanti e le minacce, che svaniscono nel nulla se non si conosce a fondo la natura più intima del nemico.
Identificare l''ISIS come "Stato islamico" e coinvolgere l'intero Islam nella identificazione terroristica, peggiora le condizioni di difesa favorendo la tecnica aggressiva che usa come paravento la religione islamica; l''Islam moderato dovrebbe essere l''alleato privilegiato per combattere tali estremismi.
Politici vuoti di ogni capacità critica, ma assillati dall''esigenza di compiacere un elettorato distratto che subisce gli effetti terroristici, proponendo l'identificazione globale Islam = terrorismo; improvvisati predicatori sanciscono tale rapporto e ne fanno un''arma in grado di convincere quel distratto popolo elettore che concede la propria fiducia a chi non è e non sarà mai in grado di gestirla...

Siate seri, se potete

di Marco Travaglio sulle pagine de Il Fatto Quotidiano di martedì 17 novembre 2015.
Forse (il forse è d'obbligo, in questi tempi di sangue, guerra e certezze infondate) il presidente francese François Hollande dovrebbe pensarci due volte, prima di cambiare la Costituzione e proclamare lo Stato di guerra, mettendo la pietra tombale sull'Europa. Forse non è colpa della Costituzione se, a presidiare la redazione di Charlie Hebdo, cioè il giornale più minacciato d'Europa, c'era un solo agente di polizia; e se, dieci mesi dopo la strage di Charlie, ce n'erano solo due a difendere il Bataclan, locale di proprietà di due ebrei, già bersaglio di varie minacce...