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Religione e mafia, separazione impossibile?

DON PAOLO FARINELLA
Ancora una volta dobbiamo assistere a uno scempio che si ripete a scadenza; tutti sanno, facendo finta di non sapere e cadendo dal pero a fatto avvenuto. Il Venerdì Santo del 2016 (25 Marzo) a San Michele di Ganzaria (Catania) durante la solita processione della portantina (fercolo) del Cristo morto, presenti preti e carabinieri, è accaduto ciò che non avrebbe dovuto mai accadere: i portatori collusi si sono fermati davanti all'abitazione del mafioso Francesco la Rocca, rinchiuso in regime di 416-bis e i familiari del capomafia ricevono l'omaggio del Cristo morto. Il gesto è chiaro: Cristo è sottomesso al capomafia, il quale, anche se in carcere in regime di 416-bis, comanda senza discussione attraverso la delega alla «famiglia», davanti a preti e carabinieri che fungono da testimoni ufficiali...

BULLI IMPUNITI, SCUOLA E FAMIGLIE DISARMATE

Le inoltro il messaggio scritto da un professore a proposito della ragazzina di Pordenone che ha tentato di suicidarsi. Si è buttata dal secondo piano. Non è morta. Ma per la botta che ha preso ha rischiato di restare tutta la vita immobile, senza poter comunicare normalmente con gli altri. Sa darci non solo una lettura di questi disperati episodi, ma anche una visione progettuale e fiduciosa per la dura e sfidante arte dell'essere e fare il genitore?

Michela Puntel

umbertogalimberti@repubblica.it - 19 marzo 2016

Don Ciotti e i sacerdoti che lasciano

Ha idealmente abbracciato tutti i suoi sacerdoti - presenti in Duomo a centinaia -, monsignor Cesare Nosiglia, giovedì, alla Messa Crismale. E non ha dimenticato i «confratelli che hanno lasciato il sacerdozio». Nella celebrazione in cui vengono benedetti gli oli per i sacramenti e in cui i preti rinnovano le promesse sacerdotali, ha sottolineato: «E' nostro compito non abbandonarli ma continuare ad avere rapporti di amicizia e dialogo con loro, facendoli sentire partecipi del cammino di fede della Chiesa a cui hanno comunque dato parte della loro vita; e accompagnandoli con la preghiera». Un fenomeno, quello dei preti che lasciano, che è stato «di massa» negli anni della contestazione, e continua con casi sporadici (a Torino, nel 2015, ha lasciato «un prete modello», così lo ha definito Nosiglia)...

Maria Teresa Martinengo
(La Stampa 26 marzo 2016)

Omelia di Papa Francesco alla messa del Crisma

giovedì santo, 24 marzo 2016:

Ascoltando dalle labbra di Gesù, dopo la lettura del passo di Isaia, le parole «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato» (Lc 4,21), nella sinagoga di Nazareth avrebbe ben potuto scoppiare un applauso. E poi avrebbero potuto piangere dolcemente, con intima gioia, come piangeva il popolo quando Neemia e il sacerdote Esdra leggevano il libro della Legge che avevano rinvenuto ricostruendo le mura. Ma i Vangeli ci dicono che sorsero sentimenti opposti nei compaesani di Gesù: lo allontanarono e gli chiusero il cuore...

Omelia di Papa Francesco alla messa In Coena Domini

presso il C.A.R.A. Auxilium di Castelnuovo di Porto, Roma (giovedì 24 marzo 2016):


I gesti parlano più delle immagini e delle parole. I gesti. Ci sono, in questa Parola di Dio che abbiamo letto, due gesti: Gesù che serve, che lava i piedi. Lui, che era il capo, lava i piedi agli altri, ai suoi, ai più piccoli. Il secondo gesto: Giuda che va dai nemici di Gesù, da quelli che non vogliono la pace con Gesù, a prendere il denaro con il quale lo ha tradito, le 30 monete...

CRISTIANI O NO SIATE GIUSTI E SARETE SALVI

Il senso vero della Pasqua è che la redenzione riguarda tutti gli esseri umani ed è legata al bene e all'amore
«La Chiesa è rimasta indietro di 200 anni», dichiarò il cardinal Martini nell'ultima intervista, ma io penso che tale ritardo ecclesiastico sia l'espressione di un più preoccupante ritardo del cristianesimo in quanto tale, sempre più incapace di sostenere il suo annuncio fondamentale. Fa problema il centro stesso della fede cristiana, cioè la salvezza. Come pensarla? Qual è la sua specificità?...
Vito Mancuso, la Repubblica 26 marzo 2016

La fede in un Dio che ama la diversità

La fede in un Dio che ama la diversità. Il pluralismo religioso come imperativo etico di Claudia Fanti
Adista Documenti n° 12 del 26/03/2016

È una delle grandi sfide che la teologia mondiale è chiamata urgentemente a raccogliere. Di più: è un imperativo etico e una priorità irrinunciabile per tutta l'umanità. Ma, di sicuro, la questione del pluralismo religioso è anche un campo minato per i teologi, come hanno sperimentato tutti coloro che - dal belga p. Jacques Dupuis (scomparso nel 2004) al gesuita statunitense p. Roger Haight, dal religioso dello Sri Lanka p. Tissa Balasuriya (morto nel 2013) al vietnamita emigrato in Usa Peter Phan, dal galiziano Andrés Torres Queiruga allo spagnolo-nicaraguense José María Vigil - si sono impegnati in vario modo su questioni relative all'unicità salvifica di Cristo, alla funzione della Chiesa nel piano di salvezza, al valore salvifico delle altre religioni, esponendosi a censure, emarginazione, processi e rappresaglie...

Il petrolio resti sotto terra!

«Il petrolio resti sotto terra!». Un appello di Alex Zanotelli
Il 17 aprile dobbiamo andare tutti/e a votare il nostro Sì al referendum, proposto da nove Regioni e dai comitati No Triv. Ricordiamoci che si tratta di un referendum abrogativo di una legge del governo Renzi sulle trivellazioni petrolifere, per cui è da votare "Sì all'abrogazione"! La sola domanda referendaria su cui dovremo esprimerci sarà: «Si può estrarre petrolio fino all'esaurimento dei pozzi autorizzati che si trovano lungo le coste italiane entro le 12 miglia?». Inizialmente erano sei le domande referendarie proposte dalle nove Regioni (Basilicata, Puglia, Molise, Veneto, Campania, Calabria, Liguria, Sardegna e Marche). Ma la Cassazione ha bocciato l'8 gennaio le altre cinque domande perché il governo Renzi, nel frattempo, aveva furbescamente introdotto due commi al Decreto Sblocca Italia 2016. Per cui ne rimane una sola...

Papa Francesco riscatta il buon senso di Gesù

 di Leonardo Boff
domenica, 13 marzo 2016 Redazione Cdbitalia


L'asse portante dei discorsi di Papa Francesco non sono le dottrine o i dogmi della Chiesa cattolica. Non che ne faccia poco conto. Sa che si tratta di creazioni teologiche storicamente datate, che hanno scatenato guerre di religione, scismi, scomuniche, teologi e donne (come Giovanna d'Arco e altre ritenute ‘streghe') bruciati nei roghi dell'Inquisizione. Questo è durato secoli e l'autore di queste righe ha fatto un'amara esperienza nello stanzino dove si interrogavano gli accusati, nel severo edificio dell'ex - Inquisizione situato a sinistra della basilica di San Pietro...

Le tre sfide dei primi tre anni di Papa Francesco

di Gianfranco Brunelli - Il Sole 24 Ore, Martedì 15 marzo 2016

Ci si attendeva un riferimento. Invece no. C' è stato di meno e c' è stato di più. Nella domenica (quella trascorsa) nella quale cadeva il terzo anniversario della sua elezione, papa Francesco non ha detto nulla di sé. Ma alla fine della recita dell' Angelus ha fatto distribuire alla folla dei fedeli presenti una copia del Vangelo di Luca (che si legge quest' anno durante la liturgia), intitolato: «Il Vangelo della Misericordia di San Luca», con in appendice riportate le opere di misericordia corporali e spirituali.
Il Vangelo e la misericordia. Questo il gesto. Queste le parole. Appena eletto papa, tre anni fa, apparve chiaro da subito che tre erano le questioni (le sfide) che provenendo dal suo stile personale avrebbero ben presto informato il pontificato e la Chiesa...

La sfida su San Gennaro che spacca Napoli

"La Curia stia lontana, il tesoro è del popolo"

NAPOLI. «Rivendichiamo non uno status nobiliare, ma il mandato ricevuto dal popolo napoletano di custodire un suo bene e la tradizione. Insomma non siamo una corte dei miracoli che gira in frac». Riccardo Imperiali, avvocato e imprenditore, è uno dei 12 deputati della cappella di San Gennaro dove sono custodite le reliquie del santo e il suo immenso tesoro. Imperiali, che nobile lo è davvero discendendo dalla famiglia dei Principi di Francavilla, è uno dei mille che si sono radunati davanti al Duomo di Napoli per sventolare un fazzoletto bianco in segno di protesta e non come avviene solitamente per salutare l'avvenuto prodigio dello scioglimento del sangue...

DON MARIO MACULAN E QUAREGNA

DON MARIO MACULAN CI LASCIA TANTI RICORDI BELLI ED EDIFICANTI.
Ha portato a compimento la sua vita terrena don Mario Maculan, che ricordiamo come parroco a Quaregna dal 1961 al 1963. La Comunità di San Martino si è data appuntamento in chiesa parrocchiale domenica 13 marzo alle ore 18, terzo anniversario dell'elezione di Papa Francesco, per condividere i tanti ricordi del giovane entusiasta prevosto, del severo maestro, del gioviale e indulgente educatore che, per obbedienza e malvolentieri, ha accettato il trasferimento in quel di Pollone. Una Veglia commovente, quella di oggi, fatta di spontanee testimonianze, di aneddoti, con letture di suoi scritti tratti dai vecchi bollettini. Invitato, era tornato più volte tra noi per alcune celebrazioni e incontri fraterni...