Notizie

Family day, l'ira di Bergoglio che i media non vedono

 di R.Schena
martedì, 9 febbraio 2016
Roberto Schena
www.ilcielosumilano.it
Nemmeno un messaggio o una delle sue telefonate. È sfuggita ai media la notizia più importante della giornata di sabato: l'aperta ostilità del papa al Family day. Incredibilmente genuflessi per incoscienza o cialtroneria, giornali e tv nostrani, hanno gareggiato a chi pubblicava il reportage più sdraiato ed entusiasta della manifestazione, con l'accettazione passiva del dato, palesemente falso, dei due milioni di partecipanti; la mancata accoglienza del Papa, la sua gelida reazione di fronte a un evento apertamente caratterizzato da integralismo e omofobia, non l'hanno notata. Eppure, uno storico cattolico parecchio stimato, Franco Cardini, è esplicito: lì in piazza al Family day c'era "gente che esulterebbe se la nostra marina affondasse i barconi carichi di migranti"...

Il mistero della natura ci tocca nel profondo

Intervista a Vito Mancuso
Intervista al prof. Vito Mancuso di Paolo Piffer
Trentino, 10 febbraio 2016
Schermata 2016-02-10 alle 14.53.43In vista degli spettacoli "Laika" di Ascanio Celestini (il 19 febbraio) e "Vangelo" di Pippo Delbono (il 17 marzo), che con il sacro e la sacralità dell'uomo nelle sue diverse espressioni hanno a che fare, il Centro servizi culturali S.Chiara di Trento promuove un incontro con il teologo Vito Mancuso in programma domani, al teatro Cuminetti, in via S.Croce, alle 17,30. Dialogherà con l'ospite Alberto Faustini, direttore di "Trentino" e "Alto Adige"...

Francesco-Kirill

Francesco-Kirill: un incontro per aprire un nuovo corso nei rapporti tra la chiesa cattolica e quella ortodossa. Ci si avvii insieme ad accettare meglio la modernità e si decidano subito passi in avanti concreti come quello di fissare una data unica per la celebrazione della Pasqua
L'incontro tra il papa Francesco e il Patriarca russo Kirill del prossimo 12 febbraio, il primo nella storia, riempie di speranza tutti i credenti nell'Evangelo che soffrono della situazione attuale di divisione e che hanno bene in mente le parole della lettera paolina (Efesini 4, 1-6)...
Roma, 10 febbraio 2016 NOI SIAMO CHIESA

QUARESIMA

 di P. Alberto Maggi

Con il mercoledì delle ceneri inizia la quaresima. Per comprendere il significato di questo periodo occorre esaminare la diversa liturgia pre e post-conciliare.
Prima della riforma liturgica, l'imposizione delle ceneri era accompagnata dalle parole "Ricordati che sei polvere e in polvere ritornerai", secondo la maledizione del Signore all'uomo peccatore contenuta nel Libro della Genesi (Gen 3,19). E con questo lugubre monito iniziava un periodo caratterizzato dalle penitenze, da rinunzie e sacrifici e dalle mortificazioni...

Suor Teresa Forcades: Adozioni gay?

Suor Teresa Forcades: "Adozioni gay? Ai bambini serve un amore maturo, il sesso dei genitori non conta"
La teologa femminista, che da un anno è uscita dalla clausura per occuparsi di politica, parla di unioni civili e matrimoni omosex: "E' sempre sacramento di Dio se c'è rispetto per la libertà dell'altro"
di GERALDINE SCHWARZ


La Repubblica - 09 febbraio 2016

Padre Pio, la religiosità popolare e Papa Francesco

(da "Il Fatto quotidiano", 4 febbraio 2016) Marco Marzano

Dunque ci siamo: come previsto, la salma di Padre Pio verrà per la prima volta traslata da San Giovanni Rotondo a Roma. E' questo uno degli eventi più importanti dell'anno santo voluto dal papa e intitolato alla misericordia. Come interpretarlo? Come è possibile che il "papa rivoluzionario" presunto tifoso dell'incontro felice tra la Chiesa e la modernità descritto e idolatrato da tanti commentatori abbia deciso di incoraggiare una delle forme più tradizionali, retrive e decisamente macabre della religiosità popolare tradizionale?...

ITALIA-LIBIA 'BASTA GUERRE!'

Alex Zanotelli denuncia i preparativi per guerra in Libia. Tutto il movimento pacifista si unisca e si mobiliti
ITALIA-LIBIA "BASTA GUERRE!"
Siamo alla vigilia di un'altra guerra contro la Libia, "a guida italiana" questa volta.
Sembra ormai assodato che le forze speciali SAS sono già in Libia, per preparare l'arrivo di mille soldati britannici. L'operazione complessiva, capitanata dall'Italia, dovrebbe coinvolgere 6000 soldati americani ed europei per bloccare i 5000 soldati dell'Isis. Il tutto verrà sdoganato come "un'operazione di peacekeeping e umanitaria". L'Italia, dal canto suo, ha già trasferito a Trapani quattro cacciabombardieri AMX pronti a intervenire. Il nostro paese - così sostiene il governo Renzi - attende però per intervenire l'invito del governo libico di unità nazionale, presieduto da Fayez el Serray. E altrettanto chiaro che sia il ministro degli Esteri, Gentiloni, come la ministra della Difesa, Pinotti, premono invece per un rapido intervento.
Sarebbe però ora che il popolo italiano - tramite il Parlamento - si interrogasse, prima di intraprendere un'altra guerra contro la Libia. Infatti, se c'è un popolo che la Libia odia, siamo proprio noi che, durante l'occupazione coloniale, abbiamo impiccato o fucilato 100.000 libici. A questo dobbiamo aggiungere la guerra del 2011 contro Gheddafi per "esportare la democrazia", ma in realtà per mettere le mani sull'oro ‘nero' di quel paese. Come conseguenza, abbiamo creato il disastro, facendo precipitare la Libia in una spaventosa guerra civile, di tutti contro tutti, dove hanno trovato un terreno fertile i nuclei fondamentalisti islamici. Con questo passato, abbiamo, noi italiani, ancora il coraggio di intervenire alla testa di una coalizione militare?
Il New York Times del 26 gennaio scorso afferma che gli USA da parte loro, sono pronti ad intervenire. Per cui possiamo ben presto aspettarci una guerra. Questo potrebbe anche spiegare perché in questo periodo gli USA stiano dando all'Italia armi che avevano dato solo all'Inghilterra. L'Italia sta infatti ricevendo dagli USA missili e bombe per armare i droni Predator MQ-9 Reaper, armi che ci costano centinaia di milioni di dollari. Non dimentichiamo che la base militare di Sigonella (Catania) è oggi la capitale mondiale dei droni usati oggi anche per spiare la Libia. L'Italia non solo riceve armi, ma a sua volta ne esporta tante soprattutto all'Arabia Saudita e al Qatar, che armano i gruppi fondamentalisti islamici come l'ISIS. I viaggi di Renzi lo scorso anno in quei due paesi hanno propiziato la vendita di armi. Questo in barba alla legge 185 che proibisce al governo italiano di vendere armi a paesi in guerra e che non rispettano i diritti umani. (L'Arabia Saudita non rispetta i diritti umani e fa la guerra in Yemen)
Per cui diventa pura ipocrisia per l'Italia intervenire militarmente in Libia per combattere l'Isis, quando appare chiaro che siamo noi ad armarlo. E' così che siamo noi a creare i mostri e poi facciamo nuove guerre per distruggerli. "La guerra è proprio la scelta per le ricchezze - ha detto recentemente Papa Francesco. Facciamo armi: così l'economia si bilancia un po' e andiamo avanti con il nostro interesse. C'è una brutta parola del Signore: "Maledetti coloro che operano per la guerra, che fanno le guerre: sono maledetti, sono delinquenti!"
Basandoci su questa lettura sapienziale, dobbiamo dire NO a questa nuova guerra contro la Libia. Quello che ai poteri forti interessa non è la tragica situazione del popolo libico, ma il petrolio di quel paese. Dobbiamo tutti mobilitarci!
In questo momento così grave è triste vedere il movimento per la pace frantumato in mille rivoli. Oseremo metterci tutti insieme per esprimere con un'unica voce il nostro NO alla guerra contro la Libia, un NO a tutte le guerre che insaguinano il nostro mondo. E' possibile un incontro a Roma di tutte le realtà di base per costruire un coordinamento o un Forum nazionale contro le guerre? E' possibile pensare a una Manifestazione Nazionale contro tutte le guerre, contro la produzione bellica italiana, contro la vendita di armi all'Arabia Saudita e al Qatar, in barba alla legge 185? E contro le nuove bombe atomiche in arrivo all'Italia, le B61-12. E' possibile pensare a una Perugia-Assisi 2016, retaggio storico di Capitini, sostenuta e voluta da tutto il movimento per la pace?
Smettiamola di "farci la guerra" l'un con l'altro e impariamo a lavorare in rete contro questo Sistema di morte. "La guerra è un affare - ha detto recentemente Papa Francesco. I terroristi fabbricano armi? Chi dà loro le armi? C'è tutta una rete di interessi, dove dietro ci sono i soldi o il potere. Io penso che le guerre sono un peccato, distruggono l'umanità, sono la causa di sfruttamento, traffici di persone. Si devono fermare.
Napoli, 29/01/16 Alex Zanotelli

LE DUE FESTE DELLA CHIESA

 di Alberto Melloni
Se in paradiso i profeti della comunione hanno un balcone tutto per loro e davanti orizzonti vasti sui quali fissare il loro sguardo riposato, oggi quel balcone è in festa. Per due ragioni. Una sembra piccola e, apparentemente, tutta cattolica. L'altra enorme e, apparentemente, tutta ortodossa. Entrambe riguardano quella zona al confine fra politica internazionale e governo delle chiese, dove le grandi anime del cristianesimo si sono mosse con la leggerezza di chi ha i piedi in terra, lo sguardo al cielo e il cuore che attende fermamente ciò che tarda a venire...
(Repubblica 30 gennaio 2016)

Banglanews 716 - 10 febbraio 2016

Missione
L'aguayo di sr. Stefania Raspo
L'infinita misericordia missionaria di p. Marcello Storgato, sx
Chiesa
Francesco: i santuari accolgano tutti, anche turisti curiosi e peccatori di Iacopo Scaramuzzi
Il Papa del dialogo interreligioso, dall'ebraismo all'islam di Francesco Peloso
«Io, non cattolico e Francesco: è il mio Papa?» di Marco Tarquinio
Settimana per l'Unità: le Chiese non possono vivere separate...

don Paolo Farinella: padre Pio

don Paolo Farinella

Mancavano all'appello padre Pio e frate Mandic, sono arrivati anche loro e ora siamo al completo. La religione è servita, il popolo, facile alla lacrima, si affolla per chiedere miracoli. I frati che hanno perseguitato padre Pio in vita ora lo portano in spalla e lo esaltano come supereroe. I preti, a cominciare dal vescovo Fisichella che pontifica dalla sacrestia di Porta a Porta, gongolano per la grande fede dimostrata dalle masse religiose, che, dopo quelle operaie dissoltesi in paradiso, sono le uniche rimaste sulla piazza...

L'ora di Padre Pio

L'ora di Padre Pio, arrivano a Roma le spoglie: zona rossa in 9 aree
Sicurezza, chiusure a soffietto e metal detector mobili. Percorsi e piazze protetti da 1000 uomini e metal detector: da San Lorenzo dove oggi vengono portate le reliquie a Campo de' Fiori quando verranno trasferite a San Salvatore in Lauro. Venerdì il corteo fino a San Pietro. Sabato il clou
di LORENZO D'ALBERGO La Repubblica, 03 febbraio 2016

Perché la Chiesa accetterà la teoria del gender

 di Vito Mancuso
Nonostante le dure parole delle gerarchie cattoliche, Papa compreso, un giorno la Chiesa arriverà ad accettare la sostanza di ciò che essa definisce "teoria del gender" e che oggi tanto combatte. Qual è l'autentica posta in gioco di tale supposta teoria? E perché la Chiesa giungerà ad accettarne la sostanza?...
Vito Mancuso, la Repubblica 20 aprile 2015