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Diciotti, scesi tutti i migranti

 Diciotti, scesi tutti i migranti. Di Maio: "Governo è stato compatto"

A 5 giorni dall'attracco al porto di Catania, sono sbarcati i 137 migranti a bordo di nave. Verranno distribuiti tra Chiesa Italiana - un centinaio - Albania e Irlanda, una ventina ciascuno. Salvini indagato assieme al suo capo di gabinetto replica: "Vergogna"

Il caso della nave Diciotti

 

Perché il caso della nave Diciotti apre la via a uno Stato autoritario

 

di Thomas Casadei*

globalist.it, 26 agosto 2018

Salvini priva persone di libertà ma può farlo solo la magistratura, non un governo: è in pericolo la democrazia stessa. La vicenda della nave della Guardia Costiera Italiana "Diciotti", ferma al porto di Catania da giorni con il suo carico inizialmente di 177 persone (ora 148, dopo che i 29 minori sono stati fatti scendere), e con i suoi uomini d'equipaggio, può essere esaminata sotto diversi profili, comunque strettamente collegati tra loro.

Diciotti per il terzo giorno bloccata a Catania

Diciotti per il 3° giorno bloccata a Catania Capitano rivela: “Ordini dati su Facebook”

 

Dopo che nella notte sono stati fatti scendere i 27 minori non accompagnati presenti a bordo, rimano lo stallo per le restanti 150 persone. La nave è bloccata a Catania per terzo giorno. Salvini: "Non temo intervento del Colle. Fico? Fa il contrario del M5s". Riunione a Bruxelles il 24 agosto per trovare "una soluzione sostenibile"

di F. Q. | 23 agosto 2018

Paolo Farinella: Ponte Morandi

Ponte Morandi: l’Imam, il Cardinale e quelle parole che hanno commosso una città intera

Paolo Farinella  prete

Sabato 18 agosto 2018 seguivo alla tv i funerali delle 19 vittime del ponte maledetto sul torrente Polcevera di Genova, crollato la vigilia di Ferragosto alle ore 11,36. Non ho potuto partecipare perché a casa con la febbre da giorni. In questi giorni a Genova non abbiamo voglia di parole e anche il silenzio resta pesante...

La preghiera dell'Imam di Genova

La preghiera dell’Imam di Genova ha concluso i funerali di stato per le 19 bare. Mattarella applaudito con i VV FF e il Governo

18/08/2018

“Nel nome del Dio Unico”. L’imam di Genova, Salah Hussein, ha introdotto con queste parole la preghiera islamica recitata per tutti morti e non solo per i due albanesi che hanno perso la vita. Una preghiera che ha commosso l’Italia intera che seguiva il rito grazie alla diretta della Rai e che ha fatto seguito al rito cattolico, concludendo in questo modo davvero significativo i funerali di Stato. “Siamo vicini a tutti voi e chiediamo pace e consolazione al Signore che con la sua infinita misericordia ci ha insegnato il valore dei ponti con il primo ponte simbolico che ha unito il primo uomo e la prima donna, e ci ha reso consapevoli delle nostre responsabilità, e ci chiede di pregare per le anime delle vittime e di consolare chi è rimasto”.

“Preghiamo – ha invocato ancora Hussein – per Genova, la Superba: saprà rialzarsi con fierezza la nostra Genova, la Zena che in arabo vuol dire la bella, ed è nei nostri cuori”. “Le comunità islamiche della Liguria e dell’Italia intera – ha assicurato l’imam – pregano affinchè la pace sia con tutti voi, chiedono che il Signore protegga l’Italia e gli italiani”.

“Il crollo di un ponte provoca un dolore immenso, due punti che non si ticcano più affidiamo a Dio le loro famiglie. La nostra preghiera è anche per tutti coloro che hanno celebrato i funerali in forma privata”. Parole che la folla commossa ha accolto con un lungo applauso.
Lo stesso applauso che aveva accolto l’arrivo del Capo dello Stato e ha poi accompagnato l’omelia di Bagnasco. Applausi anche per i Vigli del Fuoco e per i due vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini.

IL PESO DEGLI APPLAUSI

 IL PESO DEGLI APPLAUSI    di Marco Travaglio | Il Fatto Quotidiano  -  19 agosto 2018

Di solito gli applausi ai funerali suonano sguaiati e stonati, rispetto ai doveri del silenzio e del raccoglimento. Ogni tanto però, specialmente nei funerali di Stato dopo le grandi tragedie nazionali, seguiti dalle tv e dalla stampa, chi batte le mani ai morti e anche a qualche vivo lo fa per dire qualcosa che mai più avrà occasione di dire o, se l’avrà, non troverà nessuno ad ascoltarlo...

Dichiarazione di Mattarella a Genova

Come si è visto durante i funerali, questi sono momenti di dolore condiviso da tutta l'Italia che è unita in questo stato d'animo. E le parole vanno spese in questa direzione, perché il paese unito rende anche più forte e più efficace la severità nell'accertamento della verità e delle responsabilità che vanno perseguite con rigore.
È una tragedia inaccettabile...

Incontro del Santo Padre con i giovani

Piazza San Pietro - 12 agosto 2018

Alle ore 9.30 di questa mattina, in Piazza San Pietro, il Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, Em.mo Card. Gualtiero Bassetti, ha presieduto la Celebrazione Eucaristica per i partecipanti all’evento di incontro e preghiera del Santo Padre Francesco con i giovani “Per mille strade verso Roma”, promosso dalla Conferenza Episcopale Italiana in preparazione al Sinodo dei Vescovi che ha luogo dal 3 al 28 ottobre 2018 sul tema: “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”.

Al termine della Santa Messa, il Papa è entrato in Piazza. Dopo alcuni giri in papamobile tra i giovani riuniti e dopo l’indirizzo di saluto dell’Em.mo Card. Gualtiero Bassetti, il Santo Padre ha conferito ai giovani il mandato missionario e ha benedetto i doni che i ragazzi italiani porteranno alla Giornata Mondiale della Gioventù (Panama, 22-27 gennaio 2019): il Crocifisso di San Damiano e la Statua della Madonna di Loreto.

Quindi Papa Francesco ha guidato la recita dell’Angelus e infine ha benedetto i giovani che, al termine della Celebrazione, faranno ritorno nelle proprie diocesi.

Bollettino della Sala Stampa

LETTERA DEL SANTO PADRE FRANCESCO AL POPOLO DI DIO

«Se un membro soffre, tutte le membra soffrono insieme» (1 Cor 12,26). Queste parole di San Paolo risuonano con forza nel mio cuore constatando ancora una volta la sofferenza vissuta da molti minori a causa di abusi sessuali, di potere e di coscienza commessi da un numero notevole di chierici e persone consacrate. Un crimine che genera profonde ferite di dolore e di impotenza, anzitutto nelle vittime, ma anche nei loro familiari e nell’intera comunità, siano credenti o non credenti. Guardando al passato, non sarà mai abbastanza ciò che si fa per chiedere perdono e cercare di riparare il danno causato. Guardando al futuro, non sarà mai poco tutto ciò che si fa per dar vita a una cultura capace di evitare che tali situazioni non solo non si ripetano, ma non trovino spazio per essere coperte e perpetuarsi. Il dolore delle vittime e delle loro famiglie è anche il nostro dolore, perciò urge ribadire ancora una volta il nostro impegno per garantire la protezione dei minori e degli adulti in situazione di vulnerabilità...

 

MARTIRI DI SERIE B

di Gabriele Sala

 

Lo spunto per questa riflessione nasce da un commento postato su Famiglia Cristiana.it in merito ad un articolo dal titolo “Edith Stein, dall'ateismo al martirio ad Auschwitz”. Nel suo commento del 09 agosto 2018 alle 09.47, il Sig. roby così si esprime: “Pensarla (lei, monaca) nuda sotto la doccia del gas a confortare altre disperate fa venire le lacrime. Ma fa pensare anche ai martiri d'oggi, inginocchiati nel loro camicione arancione che attendono il taglio della gola o ingabbiati e intrisi di benzina in attesa d'essere arsi vivi. Deluso e amareggiato penso: se i signori Vescovi parlassero di loro anche solo la metà di quanto fanno dei migranti!”...

L'omelia del cardinale Bagnasco per i funerali di Genova

Le parole dell'Arcivescovo di Genova per celebrare i funerali delle vittime del ponte Morandi 

18 agosto 2018

Pubblichiamo integralmente il testo dell'omelia che l'Arcivescovo di Genova Angelo Bagnasco ha pronunciato durante i funerali di Stato per le vittime del crollo del ponte Morandi di Genova...