Notizie

PAPA FRANCESCO: UDIENZA GENERALE DEL 22/04

Biblioteca del Palazzo Apostolico
Mercoledì, 22 aprile 2020
 
 
Catechesi in occasione della 50ª Giornata Mondiale della Terra
 
Cari fratelli e sorelle, buongiorno!
 
Oggi celebriamo la 50ª Giornata Mondiale della Terra. È un’opportunità per rinnovare il nostro impegno ad amare la nostra casa comune e prenderci cura di essa e dei membri più deboli della nostra famiglia...

LA STRAGE DI PASQUETTA

LA NOSTRA IGNAVIA E’ PECCATO
 
Come missionari sentiamo l’obbligo di esternare la nostra ‘santa collera’ per la “strage di Pasquetta”, un’agghiacciante storia di naufragio di profughi in fuga dalla Libia...

Appello per la riabilitazione di Ernesto Buonaiuti

Ernesto Buonaiuti è morto il 20 aprile 1946, 74 anni fa oggi. 411 adesioni ha ricevuto l’Appello per la sua riabilitazione nella Chiesa e nella società, senza alcuna risposta. Fino a quando continuerà questa comoda damnatio memoriae da parte della Chiesa gerarchica?

LETTERA APERTA SULLA DIGNITÀ DEL MORIRE AI TEMPI DEL CORONAVIRUS

Alle cittadine e ai cittadini, con particolare attenzione alle autorità competenti. La morte è entrata nelle nostre case. Ogni giorno riceviamo con sgomento le cifre dei decessi a causa del virus. E' diventato un bollettino di guerra guardare il telefono, leggere e ascoltare le notizie di cronaca. Cifre sproporzionate..

27 ANNI FA È MORTO DON TONINO BELLO, VESCOVO

Il pomeriggio del 20 aprile 1993, a Molfetta, morì dopo una lunga malattia don Tonino Bello. Come ogni anno, l'anniversario della morte diventa un'occasione per ravvivare la memoria di una pastore inarrivabile, scomodo eppure popolare, eretico e amatissimo...

La chiesa è laica, è popolo.

La "via crucis" dei carcerati più ecclesiale delle messe televisive.

 

Ho visto in televisione alcuni momenti dei riti cattolici in questa quaresima-quarantena. Grande evidenza del papa: per confortante che sia vedere e ascoltare papa Francesco, egli, come qualunque altro papa, non è la chiesa, non è il vangelo. Ha un servizio importante di unità, è una voce evangelica importante, che rianima, unisce, sprona, evangelizza...

UNA DIFFICILE E LENTA RISURREZIONE PASQUALE 2020

Carissimi parrocchiane e parrocchiani, amiche e amici tutti, cristiani o diversamente credenti, a poche ore dalla celebrazione della Pasqua, vi raggiungo  per un augurio semplice e cordiale. Ho viaggiato molto in questi due mesi costretto a casa, ho percorso tantissime volte le identiche strade passando davanti alle vostre abitazioni immaginando e ricordando il vissuto delle tante persone di ieri e di oggi. Sono andato anche fuori dai confini del territorio, in paesi lontani ove con parenti e amici viviamo la comunione e l’amicizia. Ci siamo raggiunti virtualmente, a volte con telefonate o con scritti per informarci ed esprimere la nostra vicinanza e partecipazione condividendo il nostro sentire. Non è mancata la preghiera a sostegno di quanti sono stati o sono segnati da piccole o grandi croci, per quanti anziani o ancora ammalati guardano al domani con speranza certa di un futuro meno crudele. Noi e l’intera umanità è attraversata da questa durissima, e credo non del tutto inaspettata, pandemia. Ci accomuni la stessa fragilità e la stessa collaborazione responsabile per poter quanto prima  riprendere una vita possibilmente più normale e meno competitiva di come ci eravamo abituati e in parte costretti.
Ho ricordato e ricordo i vostri e i nostri cari. E con poche e semplici parole auguro a voi singolarmente, ai vostri familiari, amici e vicini di casa una Pasqua di Risurrezione  che coinvolga ciascuno nel sognare e voler creare relazioni radicalmente nuove.

Ai ragazzi e ai genitori un invito a non aver paura dei cambiamenti, ma a trasformarli in opportunità incominciando a sognare anche un cammino nuovo per vivere la fede

Nell’attesa di poterci reincontrare presto e di volerci raccontare come abbiamo vissuto questo isolamento forzato e creativo, vi saluto con un abbraccio e un saluto fecondo per chi ne ha più bisogno.

don Mario Marchiori, parroco

Auguri pasquali di Don Tonino Bello

Cari amici,
come vorrei che il mio augurio, invece che giungervi con le formule consumate del vocabolario di circostanza, vi arrivasse con una stretta di mano, con uno sguardo profondo, con un sorriso senza parole!
Come vorrei togliervi dall'anima, quasi dall'imboccatura di un sepolcro, il macigno che ostruisce la vostra libertà, che non dà spiragli alla vostra letizia, che blocca la vostra pace!...