
Questa settimana, scegliamo di partire da una domanda che diventa sempre più centrale: chi scrive le regole del gioco, ma soprattutto, a beneficio di chi le scrive?
La riflessione non può che partire dalla Legge Elettorale con cui gli italiani voteranno nel 2027, approvata proprio negli ultimi sette giorni dopo mesi di lungo dibatto. Rocco Artifoni ricorda che la legge elettorale è diventata «bottino dei vincitori», mentre cresce, non a caso, la diserzione dalle urne, tracciando un percorso storico che va ben oltre l'attuale maggioranza.
La conclusione, amara, richiama le funzioni con cui erano stati ideati i Parlamenti, citando Edmund Burke: “assemblee deliberanti di una nazione, con un solo interesse, quello dell'intero, dove non dovrebbero essere di guida interessi e pregiudizi locali, ma il bene generale”.

di Guido Tallone
Padre Michele Pellegrino con Papa Paolo VI @La Voce e il Tempo
“Silenzio e Parola”: con queste due componenti della comunicazione Michele Pellegrino – Vescovo e cardinale di Torino dal 1965 al 1977 – ha svolto la funzione del Docente Universitario, ha annunciato il Vangelo, ha guidato la Diocesi subalpina e ha testimoniato con la vita quanto “predicato”...

Cari Amici,
mentre piomba sulla Repubblica una legge elettorale post-democratica, che sovverte l’ultimo valore a cui la democrazia è stata ridotta, ossia che a governare siano i più sui meno, e non i meno sui più, è uscito un mio libro dal titolo “Solo un Dio ci può salvare?”, (editore Bordeaux), il quale pone una domanda che si può considerare cruciale nella drammatica situazione storica in cui ci troviamo. Ma quale risposta la società di oggi può dare a questa domanda?...

DOGMI
FORSE CI SIAMO PERSI NELLA STORIA
Fulvio De Giorgi
Vorrei dare voce ad uno stato d’animo…Leggi tutto
ENZO BIANCHI
UN RIFORMATORE
Franco Ferrari
Ricordare Enzo Bianchi non è facile…Leggi tutto

Un pomeriggio dedicato al suo stile di vita e al suo messaggio sempre attuale, insieme a Davide Rondoni, scrittore, poeta e Presidente del Comitato Nazionale per le Celebrazioni dell’Ottavo Centenario.

Fulvio De Giorgi
Vorrei dare voce ad uno stato d’animo, sorto, prima, in riferimento ai dibattiti suscitati dal centenario del Concilio di Nicea (325-2025) e, poi, agli sviluppi culturali della vita ecclesiale: quasi un inconscio senso di smarrimento da portare a consapevolezza per elaborarlo. Voglio dire che, in quello che il neodottore della Chiesa John H. Newman chiamava «sviluppo della dottrina cristiana» (o sviluppo del dogma), avverto un grave deficit: ci siamo persi per strada e siamo forse bloccati in un vicolo cieco. Non si intravede la via per lo sviluppo...






