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Pane quotidiano: un diritto di tutti


La Repubblica, 19 maggio 2015 di ENZO BIANCHI
Omnia sunt communia: questa affermazione, risalente ai padri della chiesa, è stata la bandiera della rivoluzione di Thomas Müntzer (1489-1525), la "rivoluzione dei contadini". Dal 1968 riappare periodicamente - così anche poche settimane fa a Milano, in occasione dell'inaugurazione di Expo 2015 - come scritta di protesta. Si può essere sorpresi dalla predicazione ecclesiastica degli ultimi decenni, muta sui temi della giustizia e dell'equità, ma questa affermazione era stata ripresa dal concilio Vaticano II: "Dio ha destinato la terra e tutto quello che essa contiene all'uso di tutti gli uomini e di tutti i popoli, e pertanto i beni creati debbono essere partecipati equamente a tutti, secondo la regola della giustizia, inseparabile dalla carità... L'uomo, usando di questi beni, deve considerare le cose che legittimamente possiede non solo come proprie, ma anche come comuni" (Gaudium et spes 69)...

 

La Valle d'Aosta chiude le porte, solo i ricchi nel gran paradiso

Mai amministratore regionale fu altrettanto rapido. Il giorno dopo la richiesta del governo di accogliere settantanove tra le migliaia di immigrati che arrivano ogni giorno davanti alle nostre coste, Augusto Arduino Rollandin, presidente della Regione Autonoma della Valle d'Aosta, era in grado di rispondere no a ragion, secondo lui, veduta...
Luciano Del Sette

(Il Manifesto 8 maggio)

 

L'AFFONDO DEL PAPA: 'NON C' LA PACE PERCH I POTENTI VIVONO SULLE GUERRE'


«Perché i potenti non vogliono la pace? Perché vivono sulle guerre» e «guadagnano con le armi». Davanti a 7mila alunni delle scuole primarie, che ieri mattina hanno partecipato ad un'udienza nell'aula Nervi in Vaticano nell'ambito di un'iniziativa promossa dalla fondazione «La fabbrica della pace»  papa Francesco mette da parte il discorso ufficiale e risponde a braccio a 13 domande dei bambini...
(Luca Kocci, Il Manifesto 12 maggio)

Expo 2015, la domanda : a che serve?

Loretta Napoleoni www.ilfattoquotidiano.it
Mentre nel mondo la terza guerra mondiale miete vittime e produce la più grande migrazione nella storia dell'umanità e l'Europa è ancora in piena crisi finanziaria, a Milano gli italiani celebrano il cibo. E lo fanno in un contesto tipicamente nostrano sullo sfondo di scandali, corruzione, speculazioni edilizie selvagge e così via.
Nella grande abbuffata milanese non potevano mancare i volti celebri, le star della moda ed i politici di turno loro amici. Il tutto sotto la benedizione delle grandi multinazionali dell'alimentazione e del fast-food, dalla Coca Cola a McDonald. Persino Slow Food, un tempo simbolo della semplicità mondo contadino, rischia di finire in questo tritacarne...

Expocrisia 2015. Nutriamo il profitto

di Francesco Gesualdi
http://comune-info.net

"Nutrire il pianeta" recita lo slogan di Expo 2015 e la mente corre subito al miliardo di affamati che affollano il mondo. Ma di affamati all'Expo non ce ne sarà neanche uno, perché del loro destino in realtà non importa niente a nessuno. Siamo solo di fronte all'ennesimo caso di ipocrisia, all'ennesimo caso di strumentalizzazione da parte dei potenti che usano le emergenze umanitarie per dare una connotazione buonista ai loro progetti di tutt'altro stampo. Basta scorrere la lista degli sponsor per rendersene conto. Ai primi posti spiccano nomi come Coca-Cola, Nestlè, Ferrero, Unilever, potenti multinazionali che le guide al consumo critico di tutto il mondo indicano come imprese che non brillano per responsabilità sociale e ambientale. Coca-Cola da anni è contestata per la politica antisindacale da parte dei suoi imbottigliatori che in Colombia comprende perfino l'assassinio dei delegati sindacali. Nestlé e Ferrero sono criticate perché acquistano cacao da zone dell'Africa dove le piantagioni giungono ad utilizzare lavoro minorile in schiavitù. Unilever è additata perché ottiene il tè da Kenya e India dove la legge consente di utilizzare lavoratori precari per salari indegni senza nessuna garanzia sociale...

Occhi aperti sul mondo

Raniero La Valle Rocca, n°9/2015
Per un'umanità indivisa

Se prendessimo sul serio i principi suggeriti da papa Francesco nella "Evangelii Gaudium" per costruire una vera comunità umana - il tempo è superiore allo spazio, l'unità prevale sul conflitto, la realtà è più importante dell'idea, il tutto è superiore alla parte - avremmo i criteri supremi per trovare soluzione ai problemi più angosciosi dell'attuale momento storico. Avere gli occhi aperti sul mondo non vuol dire però avere uno sguardo d'assieme grazie al quale cavarsela esprimendo semplicemente buoni sentimenti generali, ma vuol dire affrontare le cose una per una e cercare di sciogliere i nodi reali...

 

La caccia al nero sui treni per l'Austria: 'Profughi respinti, come l'apartheid'

Jenner Meletti www.repubblica.it
Un pugno di rabbia contro la porta che non si apre. "Sit down" aveva detto il poliziotto italiano al ragazzo nero. L'aveva visto nascosto dietro un carrello. "Collega, guarda, quel carrello ha le scarpe". "Giovane, siediti su questa panchina. Se ti va bene, partirai la prossima volta". Appena il treno 188 Bologna - Monaco si muove, il ragazzo - avrà 15 anni - scatta verso il binario, non riesce ad aprire la porta bloccata e tira il pugno sul vetro. Un conto è raccontare "occhi pieni di rabbia e disperazione". Altro conto è vederli, decine, centinaia di volte in appena 24 ore, su questa tratta Verona - Brennero dove da un mese a questa parte puoi salire soltanto se hai la pelle bianca...

Quei ragazzi divorati in mezzo al mare dalla nostra indifferenza

Igiaba Scego

www.internazionale.it
Mio padre e mia madre sono venuti in Italia in aereo. Non hanno preso un barcone, ma un comodo aeroplano di linea.
Negli anni settanta del secolo scorso c'era, per chi veniva dal sud del mondo come i miei genitori, la possibilità di viaggiare come qualunque altro essere umano. Niente carrette, scafisti, naufragi, niente squali pronti a farti a pezzi. I miei genitori avevano perso tutti i loro averi in un giorno e mezzo. Il regime di Siad Barre, nel 1969, aveva preso il controllo della Somalia e senza pensarci due volte mio padre e poi mia madre decisero di cercare rifugio in Italia per salvarsi la pelle e cominciare qui una nuova vita...

QUANTE SONO LE IDEE SU DIO E QUANTE LE IDEE SULL'ESSERE UMANO

QUANTE SONO LE IDEE SU DIO E QUANTE LE IDEE SULL'ESSERE UMANO
GESÙ PERÒ È IN FONDO AL MARE

Nino Lisi Comunità cristiana di base di San Paolo - Roma
"Fermati o sole". Per queste tre parole, interpretate come espressione di una verità assoluta, fissa e immutabile, la chiesa romana perseguitò Galilei, quando rivelò la scoperta che è la Terra a girare intorno al Sole e non viceversa. Solo alcuni secoli dopo, quando ormai l'affermazione di Galilei già da tantissimo tempo era divenuta incontrovertibile e nessuno più aveva osato smentirla, la chiesa fece pubblicamente ammenda del proprio errore...

Un Giubileo per dire e fare misericordia

Luigi Sandri
Confronti, maggio 2015

Francesco ha indetto un Anno santo straordinario della misericordia, che si aprirà l'8 dicembre prossimo e terminerà il 20 novembre 2016. Il papa si aspetta soprattutto che i fedeli accorrano fiduciosi a confessarsi. Le sfide dell'iniziativa, gli aspetti problematici, i nodi teologici, l'attesa di qualche esplicito «mea culpa».
Con la bolla Misericordiae vultus [il volto della misericordia], «Francesco, vescovo di Roma, servo dei servi di Dio, a quanti leggeranno questa lettera, grazia, misericordia e pace», l'11 aprile ha indetto un «Giubileo straordinario della misericordia». L'intestazione sembra suggerire che egli si rivolga a chiunque, anche al di là della Chiesa cattolica romana, desideri leggere il testo. In quanto al contenuto - che qui commentiamo brevemente, presupponendo però una sua conoscenza integrale, raggiungibile anche in internet - esso sembra intrecciare tre assi: il «chi è» della misericordia, nelle Scritture ebraiche e in quelle cristiane; le motivazioni del Giubileo; le iniziative che dovrebbero caratterizzare questo Anno santo che inizierà l'8 dicembre prossimo, cinquantesimo anniversario della conclusione del Concilio Vaticano II, e terminerà il 20 novembre 2016, festa di Cristo Re...

 

Sinodo. La proposta di una 'terza via'

Sandro Magister
http://chiesa.espresso.repubblica.it

Sono affluite a Roma da tutto il mondo le risposte al questionario preparatorio alla seconda e ultima sessione del sinodo sulla famiglia, in programma dal 4 al 25 ottobre. Un'impressione diffusa - talora ad arte - è che la discussione presinodale si polarizzi tra due posizioni estreme: da un lato chi vorrebbe introdurre cambiamenti radicali nella dottrina e nella prassi cattolica del matrimonio, acconsentendo allo scioglimento del vincolo e alle seconde nozze; dall'altro chi si irrigidisce nel punire con una scomunica di fatto coloro che violano il dogma dell'indissolubilità. Papa Francesco, nel chiudere la precedente sessione del sinodo, aveva detto parole dure contro entrambi questi estremismi...